L’AQUILA – A differenza dei locali per i giovani, che spuntano come funghi nel centro e nei dintorni dell’Aquila, i posti di ritrovo e di socializzazione per gli adulti scarseggiano. Allora un buon pretesto per stare insieme è una cena di gruppo, meglio ancora se a cadenza fissa.

Nasce così una cena che assomiglia quasi a un rito, privata ma aperta a tutti gli amici e i conoscenti con desiderio di socializzare e coltivare vecchie amicizie, come sano pretesto di incontro.

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L’avvocato Piergiorgio Merli, commissario dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) dell’Aquila, uno degli animatori di questa consuetudine, afferma che “mensilmente in città si ripete in maniera itinerante una cena a scopo aggregativo che facciamo o nelle nostre case o dove capita l’occasione”.

“È un modo per mantenere in piedi ciò che facevamo prima del terremoto, quando tra noi amici era naturale incontrarsi sotto i portici o in centro, senza bisogno di darci appuntamento”, afferma l’avvocato.

“Per sopperire a tutto questo – conclude Merli – abbiamo creato una sorta di cena rituale tra amici o conoscenti, un modo semplicemente per stare insieme: non siamo un club esclusivo, ci sono persone che fanno lavori diversi tra loro, non c’è nemmeno un credo politico dietro o un motivo in particolare, c’è solo una grande voglia di rinnovare l’amicizia tra i presenti”. (c.a.)