L’AQUILA – Stuzzicata dalla caduta del Monza, L’Aquila Calcio proverà la domanda di ripescaggio con tutto l’entusiasmo possibile, ma solo se ci saranno le condizioni, insomma, senza svenarsi.

Questa l’indicazione venuta fuori oggi nel corso dell’assemblea del club di via Ulisse Nurzia, cui non hanno partecipato solo i soci Baldassarre e Caprara, fuori città.

Tra le altre indicazioni, anche la prospettiva della nomina di un amministratore unico della società a responsabilità limitata, che possa fare le veci del presidente, Elio Gizzi.

In mattinata lo stesso presidente aveva diramato una nota in cui faceva il punto della situazione, richiamando i punti salienti dell’intervista rilasciata il giorno prima ad AbruzzoWeb, anche se in chiave più ottimistica (“sono rimasto solo” ha dichiarato a questo giornale). In un altro comunicato Gizzi si è anche congratulato con L’Aquila Rugby per il salvataggio del titolo sportivo.

A conclusione di una giornata densissima, infine, la società ha anche ufficializzato un gemellaggio già annunciato con il Nono reggimento alpini, che nelle sue attività calcistiche indosserà il rossoblù.

RIPESCAGGIO

L’assemblea ha registrato una notizia interessante, quella della bandiera bianca alzata dal Monza, una delle società che sulla carta precedono L’Aquila: nonostante la presenza della star del Milan Clarence Seedorf, i brianzoli non sono non faranno domanda ripescaggio, ma cercano anche un nuovo padrone.

Insomma, si libera un posto e L’Aquila sale di uno scalino, arrivando al limite delle cinque poltrone previste. Oggi intanto l’Avellino ha annunciato che la domanda la farà.

Con la defezione del Monza, la graduatoria del segretario Antonio Ranucci, infatti si aggiornerebbe in questo modo: Ternana, Sud Tirol, Avellino, Prato, L’Aquila o Pro Vercelli.

Resterebbe aperto il duello tra L’Aquila e Pro Vercelli (i rossoblù favoriti dai risultati del campo, i piemontesi da una storia sportiva superiore, con sette Scudetti vinti negli anni Venti).

Bisogna anche dire che alcune altre fonti presentano una classifica diversa:  Pro Vercelli, Avellino, Ternana, Sud Tirol, Prato e L’Aquila. Se fosse questa la classifica veritiera, i rossoblù sarebbero fuori.

In ogni caso tutto è ancora da decidere: a contare per stilare la graduatoria finale sarà la validità e l’affidabilità delle carte, visto che essere ripescati costa, eccome.

Le condizioni di partenza per cercare di salire in Prima Divisione ormai le sanno anche i bambini rossoblù: occorre una somma altissima, 1,4 milioni di euro, ripartiti in due fideiussioni da 600 mila euro e un contributo a fondo perduto.

Un tesoro che spaventa sempre più società, mentre i rossoblù sembrano convinti a volerci provare. La situazione si deciderà entro i primi giorni della settimana prossima, al termine di nuovi contatti tra Gizzi e banche e imprenditori.

Alle brutte, si progetterà un altro anno in Seconda Divisione, “ad alto livello” è la promessa.

L’AMMINISTRATORE UNICO

Intanto l’assemblea non ha fatto registrare scossoni nell’organigramma societario, come pure si pensava.

I due attuali vice presidenti, Massimiliano Nurzia e Giuseppe Taffo, entrambi dati in uscita dalla società e presenti al vertice, non hanno palesato questa loro intenzione.

Per ora resta tutto com’è ma in futuro verrà nominata la figura fin qui inedita di un amministratore unico: sarà un uomo di assoluta fiducia di Gizzi, che possa supplire alla sua assenza in tutto e per tutto con l’aumentare degli impegni lavorativi del presidente.

LA NOTA DELLA SOCIETA’

Alla luce delle imminenti scadenze per formalizzare la domanda di ripescaggio in prima divisione, il presidente dell’Aquila Calcio, Elio Gizzi, ha rivolto un appello alla città affinché si stringa attorno alla squadra in questo momento decisivo.

“Abbiamo ancora speranza di essere ripescati – dichiara Gizzi – e la società farà tutto il possibile per centrare l’obiettivo che darebbe alla città lustro e prestigio. In questo momento, però, c’è bisogno di uno sforzo corale da parte di tutte le componenti: istituzioni, banche e imprenditori. La predisposizione degli atti necessari, infatti, richiede impegni precisi che solo con l’aiuto di tutti i soggetti potranno essere agevolmente formalizzati”.

“La città deve uscire dal disinteresse e capire l’importanza di un simile traguardo sotto il profilo sportivo, ma anche sociale. Riportare tutti insieme L’Aquila Calcio nella terza serie significherebbe, infatti, coronare il sogno dei tifosi e ridare un concreto segnale di speranza a tutta la città”.

Il presidente coglie l’occasione per ringraziare l’amministrazione comunale per il sostegno già dimostrato nel reperire i fondi per l’adeguamento del sistema di videosorveglianza dello stadio, necessario per formalizzare la domanda di ripescaggio, la Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila per la fideiussione rilasciata alcuni giorni fa in occasione dell’iscrizione alla seconda divisione e gli imprenditori che non hanno fatto mancare il sostegno al sodalizio rossoblù. 

GEMELLAGGIO TRA I ROSSOBLU’ E GLI ALPINI

Il Nono reggimento alpini e la società sportiva L’Aquila calcio 1927 hanno suggellato oggi pomeriggio nell’aula magna della caserma Rossi il loro gemellaggio, ufficializzato lo scorso 8 maggio allo stadio Fattori nelle fasi preliminari dell’incontro di campionato tra lo stesso club e il Chieti.

Per l’occasione, grazie a un’iniziativa del presidente Elio Gizzi, è stata donata una muta di completi della società sportiva che il Nono reggimento Alpini indosserà in tutti gli incontri che vedranno schierate proprie rappresentative in eventi sportivi.

Il gemellaggio costituisce attestazione reciproca di rispetto, di relazioni privilegiate, base per un’intensificazione dei rapporti culturali, sociali e di collaborazione per le attività aventi scopi comuni e ha il fine di unire simbolicamente ed amichevolmente il Nono reggimento alpini e il club L’Aquila calcio 1927. (alb.or.)

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