L’AQUILA – “Firmerò a giorni il decreto che prorogherà il contratto fino al 31 dicembre per i 33 dipendenti dei Centro per l’impiego. Ma poi andrà subito approvata la legge regionale di riordino, perchè resta ancora a rischio il futuro lavorativo di centinaia di dipendenti delle Province”.

È riuscito a metterci una pezza il neo presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentis, Partito democratico, e per ora i dipendenti a tempo determinato dei Centri per l’impiego sono in salvo.

Ma la tempesta è all’orizzonte a causa dalla legge Delrio che ha trasformato le Province in enti di secondo livello, una sorta di assemblea non retribuita di sindaci e consiglieri comunali, con meno deleghe e poche risorse.

Il problema è che la Regione ancora non approva la legge di riordino, che si spera approdi in aula a giugno, e da cui dipenderà il destino di buona parte dei 1.400 dipendenti delle quattro Province abruzzesi, tra cui i 516 della Provincia dell’Aquila, perché dovrà stabilire innanzitutto quali deleghe resteranno ai “nuovi enti” e quali andranno, con personale e costi di gestione annessi, a Regione e Comuni.

Il prossimo incontro del tavolo tecnico, annuncia De Crescentiis, si terrà oggi, 29 maggio.

“Noi rimaniamo fermi su un principio – annuncia il presidente – se le linee guida della legge Delrio e anche la bozza della legge regionale dice che dobbiamo mantenere solo tre deleghe, ovvero Viabilità, Edilizia scolastica e Urbanistica e ambiente, e se è vero che la legge di stabilità ci ha già dimezzato i trasferimenti, è ovvio che non possiamo più farci carico del 100 per cento del personale, come sta ancora accadendo oggi. E questo personale dovrà essere a carico di chi assumerà le deleghe ora in capo alla Provincia”.

Ovvero in primis la Regione, che ha però già ben 1.400 dipendenti. I lavoratori dei Centri per l’impiego, un centinaio in tutto l’Abruzzo, dovrebbero invece passare in carico alla neonata Agenzia nazionale per l’occupazione. Ma il problema è la tempistica di questi trasferimenti di personale.

“Non sappiamo quanto abbiamo in cassa – ammette De Crescentiis – perché non ho trovato il consuntivo approvato. Ci stiamo facendo i conti in questi giorni, quello che è certo è che la nostra Provincia, per il 2015, potrà contare su 25 milioni di euro in meno rispetto al bilancio precedente ”.

In definitiva, tra qualche mese non ci saranno risorse sufficienti per pagare gli stipendi e garantire i servizi essenziali.