CHIETI – Cena su un pittoresco trabocco della costa teatina, con piatto forte la nomina degli svariati vice coordinatori provinciali di Forza Italia, con il leader regionale, Nazario Pagano, che tira dritto, e contorno prevedibile di polemiche a venire, visto che, tra i non invitati, c’è chi già polemizza sul fatto che tali figure non siano previste dallo statuto del partito.
A capotavola Pagano, e attorno a lui ben 32 esponenti, 8 per ciascuna delle quattro province abruzzesi.
A organizzare la cena Emilio Nasuti, ex consigliere regionale di Forza Italia, dov’era approdato dopo la militanza in Alleanza nazionale, Popolo della libertà, Futuro e libertà e Forza del Sud.
Pagano va dunque per la sua strada, dopo aver respinto gli attacchi all’interno di una Forza Italia divisa e in crisi di consensi, per aver sostituito il 2 maggio scorso i vecchi coordinatori con figure nebulose, coordinatori o commissari.
A Tiziana Magnacca (Chieti), Maurizio Brucchi, (Teramo), Lucio Petrocco (Pescara) sono subentrati rispettivamente Daniele D’Amario, Vincent Fanini e Carlo Masci, quest’ultimo ex assessore regionale al Bilancio e leader del movimento civico Pescara futura.
Unica riconfermata, l’aquilana Antonella Di Nino, secondo quanto denunciato da alcuni con l’anticipo forzoso di tutte le nomine prima della debacle alle elezioni provinciali al solo scopo di difendere e confermare lei.
Un’operazione che sarebbe stata varata senza aver ricevuto l’ineludibile ok, questa l’accusa, del presidente, Silvio Berlusconi, o almeno da Marcello Fiori, coordinatore nazionale degli Enti locali, o da Maria Rosaria Rossi, capo dello staff dell’ex Cav e amministratrice straordinaria di Forza Italia.
Da una parte Pagano garantisce che l’avallo di Berlusconi c’è stato eccome. Fonti interne al partito assicurano, dall’altra, che i vertici nazionali sono molto irritati.
La resa dei conti, che potrebbe costare il posto a Pagano, sarebbe stata congelata in attesa delle elezioni comunali del 31 maggio prossimo, in cui il centrodestra sarà chiamato a sfide cruciali, su tutte quelle di Chieti e Celano, e in generale in vista delle Regionali in territori-chiave per Forza Italia.
In questo scenario di subbuglio, anche la nomina dei vice coordinatori è destinata ad alimentare polemiche.
C’è chi ritiene, infatti, che tali figure non siano previste dallo statuto, a supporto di commissari provinciali, e che, dunque, non potranno essere ratificate da Roma.
All’orizzonte un partito sempre più fragile, traballante più di un trabocco.
In silente attesa della resa dei conti dopo le elezioni amministrative che i sondaggi cari a Berlusconi configurano come una probabile disfatta.
Anche in Abruzzo gli esponenti di spicco del partito, senza dare nell’occhio, si alternano a Roma per incontrare Fiori e cominciare pianificare il dopo Pagano.
In prima fila quelli dell’area ex An, tra cui il deputato Fabrizio Di Stefano, che non ha aderito al movimento di Raffaele Fitto che è uscito da Forza Italia, ma che si prepara a breve a dare battaglia dentro quel che resterà del partito.






