CHIETI – Le dimissioni a sorpresa del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Francesco Zavattaro preoccupano non poco il centrodestra teatino. 

A parlare sono gli esponenti di Forza Italia, Mauro Febbo e Fabrizio Di Stefano. Lo scenario che dipingono è quello di un depotenziamento della sanità teatina da parte della Regione. Una ipotesi che salta fuori sin da quando il presidente Luciano D’Alfonso parlò di una nuova grande struttura ospedaliera nella “striscia di Gaza” tra Pescara e Chieti: una immagine che per l’onorevole e il consigliere regionale di FI si traduce in chiusura dell’ospedale di Chieti con conseguente slittamento a valle dell’università “d’Annunzio”. 

Le dimissioni di Zavattaro, manager nominato dal centrodestra, sarebbero il primo concreto tassello di questo programma. 

Il consigliere Febbo, nella sua qualità di presidente della Commissione regionale di controllo, annuncia subito di volerci vedere chiaro. Gli fa eco l’onorevole Di Stefano con una lunga lista di preoccupazioni. 

“La vicenda ci preoccupa molto – attacca l’onorevole – soprattutto per quelle dichiarazioni che hanno accompagnato le dimissioni del manager. Veniamo a sapere di un eccessivo interesse del presidente D’Alfonso di mettere uomini che si riferiscono a lui all’interno della Asl”.

A due settimane dal voto per le comunali teatine l’accusa è a tutto il Partito democratico teatino, “che subisce in silenzio l’eccessiva ingerenza” dalfonsiana. 

C’è anche un altro elemento che preoccupa: “In questo periodo – dice l’onorevole Di Stefano – c’è stato anche il rinnovo della proroga a un project financing per l’ampliamento della struttura ospedaliera”. 

E poi ancora altre accuse, come quella dei concorsi che, sempre a detta di Febbo Di Stefano, sarebbero stati banditi in maniera specifica a fini elettorali. (ar.ia.)