L’AQUILA – “La manovra economica approvata al Senato, assieme a tantissime misure molto gravi, non contiene nessuna risposta ai problemi relativi al terremoto aquilano. In particolare niente è previsto per spostare in avanti l’avvio della restituzione delle tasse non pagate”.
Il parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli torna sulla questione relativa alla restituzione delle imposte sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009, prevista a partire dal prossimo 1° novembre per il 100 per cento delle tasse non pagate “e per di più entro dicembre – sottolinea Lolli in una nota – in un colpo solo, dovremo restituire le prime 12 rate”.
“I cittadini e le imprese aquilane devono sapere che nello stesso provvedimento per i cittadini di Lampedusa è prevista l’esenzione delle tasse fine al dicembre 2013 e per gli alluvionati del Veneto non è prevista nessuna restituzione delle tasse non pagate”.
“Neanche le ragionevoli proposte avanzate dai commercialisti aquilani, relative alle modalità di restituzione delle tasse sono state accolte, con un ulteriore aggravio dal punto di vista della complicazione delle procedure”.
Il parlamentare denuncia inoltre che “nella manovra non sono stati accolti nemmeno gli emendamenti proposti dal Pd per mettere a disposizione dei beni e delle attività culturali aquilani l’addizionale del prelievo ‘Arcus’, che avrebbe messo a disposizione 50 milioni di euro l’anno, né la proposta per mettere a disposizione del Comune e della Provincia dell’Aquila 40 milioni di euro per le attività economiche e turistiche dai fondi previsti nella legge per il terremoto. Provvedimenti che non avrebbero comportato nessun aggravio nei conti dello Stato”.
“Ci rendiamo tutti conto che sono in gioco problemi che riguardano la tenuta dell’Italia, ma ancora una volta a fare i più forti sacrifici sono chiamati proprio i cittadini terremotati dell’Aquila”.
Lolli ha infine annunciato che continuerà la sua battaglia in Parlamento, “ma è necessario che si faccia sentire forte e unitaria la mobilitazione dei cittadini terremotati”.
CHIODI: “SCADENZA E’ 31 DICEMBRE”. MA SI SBAGLIA
L’AQUILA – Sulla mancata proroga dello slittamento delle tasse e dei tributi non versati dopo il terremoto del 2009, annunciata dall’onorevole Pd Giovannli Lolli che ha denunciato l’assenza di norme sulla questione, il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi ha commentato a margine di una conferenza stampa sul protocollo d’intesa con gli ordini professionali:
“In questa Finanziaria non ci doveva essere nulla: se la scadenza è il 31 dicembre perché vuole ora la proroga?” ha commentato il presidente, ‘confuso’ su questa specifica scadenza temporale relativa ai versamenti non effettuati nei mesi del post terremoto.
CIALENTE: “SARA’ UN SECONDO TERREMOTO PER LA CITTA”’
L’AQUILA – “Se non si trova un rimedio, la questione delle tasse si abbatterà come un secondo terremoto sulla città”.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commenta con queste parole l’assenza del provvedimento sulla proroga delle tasse sospese nella finanziaria approvata in commissione Bilancio del Senato.
“Sono profondamente preoccupato – dichiara il primo cittadino – la sensazione è che L’Aquila sia sempre più abbandonata a sé stessa. Siamo nella fase del commissariamento, anzi, di vera e propria occupazione militare”. (e.m.)
TASSE SOSPESE: LE PROTESTE DEGLI AQUILANI IN QUATTRO ATTI
La questione delle tasse è una delle più sentite dagli aquilani. Ben quattro sono state infatti le manifestazioni in cui i cittadini terremotati hanno fatto sentire la loro voce contro la restituzione delle imposte sospese, prevista per il 100 per cento delle tasse non pagate.
L’ultima in ordine di tempo, quella dello scorso 7 luglio, a detta di molti meno partecipata delle precedenti.
Esattamente un anno prima, infatti, in ben 5 mila sfilarono nel primo corteo organizzato a Roma. Una manifestazione che si ricorda ancora per le manganellate prese da alcuni manifestanti durante gli scontri con la polizia.
Anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, rimase coinvolto nei tafferugli.
Il secondo atto della protesta “Sos” (“Sospensione delle tasse, occupazione, sostegno all’economia”), il 16 giugno 2010, portò 20 mila aquilani in corteo per le vie della città. Una protesta importante, che si concluse con l’occupazione di un tratto dell’autostrada A24.
Diverso nome (“L’Aquila chiama Italia”) ma stessa rabbia e stesso numero di aquilani caratterizzarono la protesta dello scorso 20 novembre 2010, quando in migliaia sfilarono sotto il diluvio per gridare il loro diritto ad avere lo stesso trattamento di Umbria e Marche nella restituzione delle imposte sospese.
In quella occasione, associazioni da tutta Italia presero parte alla manifestazione.



