TERAMO – Festeggiare sì, ma continuando a crescere anche a gioia così “fresca”.
Il Teramo di mister Vincenzo Vivarini è volato dal girone B di Lega Pro alla Serie B sabato pomeriggio con una giornata di anticipo, vincendo 2-0 sul terreno del Savona, in attesa di colorare il ‘Bonolis’ di Piano d’Accio in un match dal sapore particolare contro i rivali dell’Ascoli destinati ai play-off.
Però il mister, nonostante a Teramo l’atmosfera sia a dir poco elettrica per la prima, storica promozione nel campionato cadetto, deve per forza restare concentrato su ciò che aspetta i diavoli biancorossi nella prossima stagione.
“Perché la B è un altro mondo rispetto alla Lega Pro – le parole ad AbruzzoWeb di Vivarini, mentre osserva il Vicenza in allenamento – e perché i percorsi di crescita hanno bisogno di essere continuamente stimolati ed aggiornati. Abbiamo vinto il campionato, bene, anzi, benissimo, ma la prossima stagione per noi è già cominciata”.
Per Vivarini, la possibilità di potercela fare è stata compresa lungo il cammino, “cominciato però con qualche difficoltà, anche se in alcune amichevoli estive col Torino di Giampiero Ventura e col Vicenza ci eravamo comportati bene. Qualcosa di buono si intravedeva, ma la costruzione di una squadra capace di fare grandi cose era appena all’inizio”.
“I ragazzi sono maturati domenica dopo domenica – spiega il mister – il progetto tattico ben preciso scelto cominciava a dare i suoi frutti e con la rosa migliorata (i due bomber del Teramo, Lapadula e Donnarumma, hanno realizzato 41 gol in due, la migliore coppia gol tra i professionisti italiani, ndr), tutto proseguiva in maniera sempre più convincente”.
E allora, l’ex attaccante Vivarini, nato 49 anni fa ad Ari, in provincia di Chieti, ma cresciuto nel vivaio del Pescara, non si ferma.
“C’è da aprire un altro ciclo – ammette – cambieranno diverse cose, è normale che sia così. Ci aspetta la Serie B”.
Al presidente Luciano Campitelli è riservato il commento finale di Vivarini, sulla panchina del Teramo dal 2013 e con sul groppone la doppia sconfitta, ormai passata, contro L’Aquila Calcio – rimasta al palo quest’anno ma tra le poche squadre a battere e a mettere in difficoltà i biancorossi – nella finale play-off del giugno 2013 per salire in questa categoria dalla Seconda divisione, la vecchia C2.
Siamo partiti con un progetto tattico ben preciso ma dall’anno scorso, poi siamo riusciti a migliorare la rosa. Tanto lavoro sia a livello tattico che individuale, quella è stata la nostra forza.
“Col presidente – dice il mister – vado d’accordo perché, come me, ama la vittoria su qualsiasi altra cosa”. Roberto Santilli






