PINETO – Continua senza sosta l’azione legale della giunta comunale di Pineto (Teramo) contro la chiusura dell’Utic dell’ospedale di Atri (Teramo), prevista da un progetto di riassetto organizzativo della Asl di Teramo.
Incassata la sentenza di respingimento, da parte del Tar dell’Aquila, dell’istanza di sospensiva avanzata dall’Amministrazione, il sindaco, Luciano Monticelli, sembra deciso più che mai a portare avanti la battaglia per l’unità coronaria del San Liberatore e si è appellato direttamente al Consiglio di Stato.
Il primo cittadino promette di difendere con ogni mezzo l’ospedale atriano, forte anche di alcune esperienze simili che in passato hanno già interessato strutture sanitarie di altri comuni abruzzesi che, grazie all’intervento del Consiglio di Stato, si sono risolte positivamente.
È il caso dell’ospedale di Guardiagrele (Chieti) per il quale è stata impedita la chiusura dei reparti, nonostante il Tar non avesse accettato in un primo momento la richiesta di sospensiva.
“L’ospedale è anche nostro – afferma Monticelli – ed è per questo che lotto contro la decisione di chiudere l’unità coronaria e di ridimensionare altri reparti. Non si tratta, come qualcuno ha ipotizzato, di uno strumento attraverso il quale fare carriera politica. In ballo c’è la salute di un intero comprensorio”.
Quella del sindaco è una forte presa di posizione nei confronti del direttore della Asl teramana, Giustino Varrassi, il quale è accusato di non essersi impegnato a sufficienza per salvare il presidio ospedaliero atriano.
Monticelli afferma di aver proposto a Varrassi, come soluzione alternativa alla chiusura, un atto aziendale ipotizzante per il San Liberatore una gestione basata sulla garanzia di un servizio di prima assistenza generica, predisponendo il trasferimento dei pazienti presso altri centri in caso di patologie più complesse.
A detta del primo cittadino si tratta di un documento elaborato da una commissione tecnica nominata dal Consiglio Comunale di Atri e sottoscritto dal primo cittadino atriano michele Astolfi. La vicenda però risulta più complessa del previsto in quanto non è ancora molto chiara la posizione di quest’ultimo, il quale lo scorso febbraio, in occasione della riunione del Comitato Ristretto dei Sindaci, affermò che l’unità di fatto non c’è mai stata.
È dura la reazione di Monticelli di fronte a questa situazione, il Sindaco parla infatti di “palese contraddizione” e di “una politica poco seria del centrodestra, che non è in grado nemmeno di mantenere le promesse fatte”.
Il riferimento di Monticelli , oltre che al caso di Astolfi, va anche alla vicenda dell’acquisto di alcune strumentazioni sanitarie, tra cui la gamma camera e le radiodiagnostiche, le quali erano stati promesse dal governatore regionale e dal direttore della Asl teramana in occasione di ‘assemblea pubblica ma che nell’ospedale atriano, a detta del Sindaco di Pineto, non sono mai arrivate. La battaglia per il San Liberatore, dunque, continua e, stando a quanto affermato dal primo cittadino di Pineto, “continuerà fino all’ultimo respiro”.




