L’AQUILA – L’Aquila povera, ma con il “macchinone”.

È quanto emerge da uno studio de La Stampa che ha comparato il reddito del 2013 dichiarato delle famiglie e il numero di auto di grossa cilindrata. Un rapporto che parrebbe scontato visto che, secondo logica, chi guadagna di più può anche permettersi auto di un certo calibro.

Invece la sorpresa. In molte delle province d’Italia meno ricche si nota una percentuale importante di belle auto, con cilindrata superiore a 2000, quindi parecchio costose.

In Abruzzo è L’Aquila la provincia più “sfarzosa”.

A fronte di un reddito medio di 16.939 euro, si registra una percentuale di auto di grossa cilindrata pari al 7,67. In pratica, quasi 8 auto su 100 rispetto all’intero parco auto della provincia superano i 2000 di cilindrata (dati Aci).

Neanche le altre province abruzzesi si tirano indietro rispetto all’acquisto del “macchinone”, sebbene abbiano redditi bassi rispetto alla media.

Teramo, con un reddito di 15.229 euro, registra il 6,61% di auto di grossa cilindrata.

Segue Chieti con 15.650 euro medi dichiarati e il 5,91% di macchine di lusso. Infine c’è Pescara, la più “sobria” tra le province abruzzesi con un reddito medio di 17.009 e il 6,12% di belle auto.

A livello nazionale l’inchiesta dipinge un quadro fra luci e ombre.

Se da un lato si riconferma ciò che è risaputo, ovvero che al Nord il tenore di vita è nettamente superiore, dall’altro emerge che ci sono zone d’Italia (come il Nord della Puglia, la Basilicata, parte della Calabria e alcune aree di Sicilia e Sardegna) dove il numero di auto di grossa cilindrata è superiore alla media dei redditi.

Caso emblematico, quello di Crotone dove ci sono più auto di un certo livello rispetto ad Asti, città di gran lunga più ricca.

Insomma, toglietemi tutto ma non il mio Suv…