PESCARA – Ci sono anche tre dei cinque presunti responsabili della rapina messa a segno il 19 giugno scorso a Caprara di Spoltore, in provincia di Pescara, tra i nove albanesi arrestati dalla squadra mobile di Roma perché ritenuti gli autori di una serie di rapine in villa.

La banda, armata di pistole, si è introdotta in una villa, ha immobilizzato i proprietari (due coniugi e la madre della donna) legandoli con cravatte e cinte, e ha portato via i preziosi custoditi nella cassaforte, per un valore di alcune migliaia di euro mentre le tre vittime sono state chiuse in casa e liberate successivamente dai figli.

In prevalenza le rapine venivano messe a segno nell’ambito della provincia di Roma, anche a distanza dalla Capitale, dove poi i malviventi facevano ritorno nelle prime ore della mattina.

La base logistica del gruppo, sostiene la polizia, era presso un’attività commerciale in zona Casilina, da dove, nelle ore tarde della sera, i ladri partivano per mettere a segno i colpi.

I componenti della banda gravitavano, per la squadra mobile di Roma, agli ordini di Vittorio Rizzi, attorno a diversi immobili nella zona nord e in quella sud della Capitale.

I colpi messi a segno da gennaio a metà giugno, e sono almeno 6 quelli accertati, seguivano un copione seriale, in alcuni casi sfociato in violenze per indurre le vittime a collaborare, e fruttavano alla banda denaro contanti e oggetti preziosi.

Diversi i reati di cui accusati i nove albanesi: rapina, furto, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi.

Sono tre i procedimenti penali pendenti presso le procure della Repubblica di Roma e Pescara.