L’AQUILA – “Quel ramo di mandorlo stava lì, bello e maestoso, saldo come fosse tutt’uno con la parete, ma senza darlo a vedere”.

Questo scrive Errico Centofanti nel suo nuovo libro, presentato oggi nella sala Tre Marie presso l’Archivio di Stato, nel nucleo industriale di Bazzano, che restituisce alla città un pezzo della sua storia attraverso quella dello storico ristorante Tre Marie della famiglia Scipioni.

Tutto inizia da quel ramo di mandorlo, posto all’ingresso del locale noto per essere stato il centro della grande tradizione non solo gastronomica ma anche culturale della città.

“Il ramo di mandorlo ha anche un grande valore simbolico – ha spiegato l’autore – è la primavera, il rinnovamento, la speranza nel futuro che si collega con lo spirito del libro, che racconta com’era L’Aquila prima del terremoto”.

Nel libro, edito dalla One Group edizioni, si racconta dei celebri frequentatori che davano lustro al ristorante: Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Pier Paolo Pasolini, Giulietta Masina, il re Gustavo VI di Svezia e tanti altri esponenti del cinema, della politica, della letteratura, della pittura.

“Questo libro – ha spiegato Francesca Pompa della casa editrice One Group – restituisce un pezzo del passato glorioso dell’Aquila, in un momento in cui la memoria diventa una parte fondante della sua rinascita. Dobbiamo tener viva la memoria della città e tutte le iniziative in questo senso devono essere sostenute”.

La storia del ristorante Tre Marie continua grazie all’imprenditore Alido Venturi, che ha rilevato il locale nel 2007 per restituirlo a nuova vita e ora più che mai, dopo il terremoto, ridargli un futuro.

“Abbiamo acquistato  il ristorante nel 2007 – ha ricordato Venturi, autore  di una delle postfazioni presenti nel libro – prima del terremoto volevamo ristrutturarlo, oggi più di prima vogliamo andare avanti con questo progetto. Tenteremo di riportarlo alla fama di una volta, cosa non semplice perché soprattutto leggendo il libro si comprende cosa il ristorante rappresentasse negli anni ‘60 e ‘70”.

“Faremo di tutto per riconsegnare questo pezzo di storia alla città – ha augurato Venturi – sperando che possa tornare a essere come in passato un luogo non solo dove poter mangiare un buon piatto ma anche di ritrovo culturale per gli aquilani”.

Alla presentazione sono intervenuti anche Umberto De Carolis, scrittore, Francesco Lenoci, docente dell’Università Cattolica Milano ed Ernesto Di Renzo, antropologo dell’Università Tor Vergata di Roma. Ospite d’eccezione, il ristoratore Paolo Scipione.

Ha coordinato l’incontro il giornalista scrittore Angelo De Nicola, mentre l’attore Bartolomeo Giusti ha letto brani del libro.

Dopo dell’evento di presentazione del volume è stata inaugurata una mostra di dipinti provenienti dallo storico ristorante, che rimarrà aperta fino al 15 luglio. Tra questi anche il quadro a tema del pittore aquilano Teofilo Masulli  “La Sala dei Teleri” esposto per l’occasione. (e.m.)