L’AQUILA – Fondo immobiliare: i nomi sono pubblici.

La vicenda dell’elenco degli affittuari ha scatenato molte polemiche, nei giorni scorsi, alimentate in particolare dall’Italia dei valori che, per bocca del suo coordinatore cittadino Lelio De Santis aveva parlato di “furbi e fortunati del terremoto” e chiedeva di conoscere le persone che “ci hanno guadagnato in questa vicenda, come in tante altre, sapendo per certo che ci hanno rimesso i cittadini onesti, che si illudevano di vedere rispettati criteri e regole, e di essere considerati tutti uguali almeno di fronte alla tragedia del sisma”.

In realtà i nomi sono sul sito del Comune dell’Aquila già da qualche mese, così come quelli che sono risultati assegnatari del progetto C.a.s.e. e dei moduli abitativi provvisori.

Personaggi noti in città ce ne sono, certo. Così come se ne trovano negli altri due elenchi. D’altra parte la condizione di sfollato ha interessato trasversalmente i residenti nel capoluogo.

Da sottolineare che il fondo immobiliare non è un privilegio ma rientrava nel novero delle scelte proposte nel questionario della Protezione civile, assieme a progetto C.a.s.e, contributo di autonoma sistemazione e affitto concordato.

Gli appartamenti ricompresi nel fondo, inoltre, costituivano un patrimonio immobiliare invenduto da parte dei costruttori aquilani prima del sisma.

Scorrendo, si legge che tra gli altri sono alloggiati nel fondo immobiliare l’assessore comunale alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, il consigliere Vincenzo Rivera, ospitato con la sua famiglia a Scoppito (L’Aquila), il dirigente provinciale Tiziano Amorosi, Francesca Pistoia, figlia di Franco, consigliere del gruppo misto sempre all’Aquila, i parroci don Bruno Lima e don Juan De Dios Vanegas e tantissimi altri, in tutto oltre 500. (red)

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