L’AQUILA – In Italia si scatena il dibattito sul futuro della rete Internet veloce attraverso la fibra ottica e l’Abruzzo si (ri)scopre agli ultimi posti tra le regioni per infrastrutture con una sola città, Pescara, attualmente coperta da fibra ottica, anche se L’Aquila aspetta la realizzazione dei nuovi sottoservizi per cablare almeno il centro storico e la Regione ha lanciato un piano da 25 milioni di euro per coprire le zone rurali.

Tutto questo mentre oggi si svolgerà a Roma il Consiglio dei ministri che, tra gli altri temi, affronterà il piano per lo sviluppo della rete Internet di nuova generazione (la cosiddetta Ring) in Italia che prevede nuovi investimenti per quasi 6 miliardi di euro.

Fedele al legame con il mondo delle reti, l’esecutivo Renzi si propone, infatti, di raggiungere, entro il 2020, la copertura fino all’85% della popolazione con una connettività ad almeno 100 Mbps (megabit per secondo, l’unità di misura che indica la velocità di trasmissione dei dati), la cosiddetta banda “ultralarga”.

Per il restante 15% della popolazione, invece, l’obiettivo è di garantire servizi con velocità pari ad almeno 30 Mbps in download, ossia scaricando informazione. Traguardo ambizioso per il quale ci sarà molto da lavorare.

“Il nostro Paese parte da una situazione molto svantaggiata che ci vede sotto la media europea di oltre il 40 punti percentuali nell’accesso a più di 30 Mbps e un ritardo di almeno 3 anni – si legge infatti nel documento programmatico del governo – Secondo i piani industriali degli operatori privati, infatti, solo nel 2016 si arriverà al 60% della popolazione coperta dal servizio a 30 Mbps, senza impegni oltre quella data”.

“Inoltre, nessuno degli operatori ha alcun piano ufficiale per avviare un’opera di copertura estensiva a 100 Mbps, né entro il 2016 né oltre”.

La gran parte della rete, oggi, è ancora quella di rame montata da Telecom Italia, che ha 27 anni di età e soffre di numerosi acciacchi, come far crollare le connessioni quando c’è cattivo tempo.

Ma la dismissione di questa rete obsoleta, prevista secondo alcune ipotesi entro il 2020, è un tema politico delicato perché potrebbe influire notevolmente sulla salute di Telecom Italia.

I numeri, comunque, danno ragione alla volontà di porre rimedio a questo fosco scenario: la situazione attuale fa tremare.

Peggio dell’Abruzzo, infatti, ci sono la Valle d’Aosta e il Molise, che non hanno neanche un centimetro di fibra nel loro territorio, e alla pari ci sono il Trentino e il Friuli, pure loro con un solo centro coperto. Insomma, un disastro.

Ancora da valutare le azioni legislative che oggi saranno varate a palazzo Chigi. Chissà che, comunque vada, il “braccio operativo” in questa regione non possa diventare la società Abruzzo Engineering, nata nel 2006 proprio per questo scopo, abbattere il digital divide (divisione digitale) tra chi ha Internet veloce e chi no, ma che non ha mai funzionato.

L’Europa ha infatti decretato che la natura della società non era “in house” e non poteva quindi acquisire commesse ad affidamento diretto dall’azionista di maggioranza, la Regione stessa, facendola precipitare in una crisi senza uscita e portandola alla liquidazione.

Nelle scorse settimane, come anticipato da questo giornale, la Giunta regionale ha manifestato l’intenzione di invertire la rotta, acquistando il 30% da Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica, e portando la propria partecipazione al 90% (l’altro 10% è della Provincia dell’Aquila), rimuovendo gli ostacoli per l’affidamento diretto delle commesse.

E tanto per restare strettamente in tema, sempre oggi, alle 15.30, a Roma presso la delegazione della Regione Abruzzo in via Piave, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, incontrerà con l’amministratore delegato di Selex Massimiliano Veltroni.

PESCARA CONTINUA LA CORSA, ”ORA ARRIVA IL WI-FI”

È l’unica città a fibra ottica, Pescara, e ora il Comune vuole continuare a lavorare per mantenere il vantaggio tecnicologico e migliorare il servizio offerto in città, che deriva da un progetto pensato dalla vecchia amministrazione di Luigi Albore Mascia.

Il capoluogo adriatico gode di numerosi benefìci grazie a installazione e fornitura di una rete pubblica di comunicazione elettronica a banda larga che copre completamente la città eccetto la zona di San Silvestro che, per motivi logistici, non garantisce una buona ricezione.

Il primo contratto è stato stipulato con l’azienda Telecom nel 2012, il secondo con la Fastweb e, lo scorso novembre è stata approvata, con una delibera di Giunta, una nuova convenzione con l’azienda Vodafone per garantire una maggiore copertura della rete al cittadino.

Intenzione dell’amministrazione, come spiega ad AbruzzoWeb l’assessore al bilancio e ai sistemi informativi, Bruna Sammassimo, è quello di estendere il servizio anche alle scuole.

Assessore Sammassimo, l’installazione di fibre ottiche, complessivamente garantisce una buona copertura?

Sì, diciamo che il Comune dispone di questa rete molto avanzata che copre tutta la città di Pescara, compresa anche la zona di Pescara Colli e Zanni, eccetto la zona di San Silvestro. Lì purtroppo abbiamo un problema di carattere tecnico perché le case sono troppo distanti tra di loro ed è difficile garantire una copertura e una buona ricezione del segnale, ma devo dire che gli abitanti ne sono consapevoli e capiscono il problema.

Il progetto da chi è stato promosso?

Dobbiamo riconoscere i meriti all’amministrazione Mascia: si tratta di un buon lavoro da lui iniziato e che noi abbiamo portato avanti e che, al momento, offre un primato a Pescara, infatti è un servizio che in pochi Comuni del meridione hanno.

Quanto è stato investito complessivamente per questo lavoro?

Si tratta di un investimento complessivo di 3 milioni di euro.

Quali sono stati i passaggi?

Sono tre le società che hanno contribuito a questo progetto. In primis la Telecom, con una delibera dell’ ottobre 2012, grazie al buon lavoro di Mascia, con cui era stata introdotta una rete Ngan  (Next Generation Access Network) a banda larga e questo aspetto ha da subito regalato benefici alla città. Nel 2013 la banda larga è stata estesa anche all’utenza residenziale, ed è stata raggiunta una connessione che viaggia tra 30 e 50 megabit per secondo grazie a Fastweb, con cui è stata potenziata la base Lte (Long Term Evolution).

Per far ciò è stato fatto un nuovo progetto?

No la Fastweb ha ripreso il progetto della Telecom e ha aggiunto 200 ulteriori cabine, passaggio previsto anche per Vodafone, con cui è stato stipulato un ulteriore contratto che grazie alla concorrenza concede al cittadino di scegliere l’opzione migliore.

Sono previsti ulteriori progetti per quanto riguarda la comunicazione a Pescara?

Si un progetto è imminente: stiamo ultimando il percorso wi-fi lungo tutta la costa oltre che Corso Umberto. E a questo ci teniamo soprattutto in vista dell’estate, perché si tratta anche di un servizio offerto ai turisti: purtroppo non tutti i proprietari degli stabilimenti sono favorevoli all’installazione delle antenne, ma noi abbiamo chiesto collaborazione per un servizio al pubblico indispensabile anche per migliorare Pescara. E poi non appena possibile cercheremo delle risorse per potenziare anche il wi.Fi nelle scuole, che necessitano di questo servizio ormai. Alessandra Renzetti

LA DENUNCIA: ”NO BANDA LARGA NELLA RICOSTRUZIONE DEL CRATERE”

“La ricostruzione nei Comuni del ‘cratere’ non sembra avere intenzione, neanche lontanamente, di elaborare un’azione organica e omogenea utile a ospitare la banda larga sfruttando l’occasione del rifacimento e adeguamento dei sottoservizi”.

Lo scrive in una nota l’ex consigliere del Comune di Barisciano (L’Aquila), Walter Salvatore.

“Nulla fa presagire che siano state elaborate linee guida utili a cogliere quest’occasione o intrapreso una qualsiasi azione di coordinamento e stimolo verso quei sindaci che, a oggi, non sono stati in grado neppure di istituire un tavolo di coordinamento tre i vari gestori così da codificare procedure atte a governare i distacchi e riallacci delle utenze in occasione dei lavori di ricostruzione”, attacca.

“Attività, questa, lasciata in capo ai singoli proprietari – fa notare – che si trovano a dover pagare di tasca propria l’inadeguatezza dei loro rappresentanti e ad assecondare procedure burocratiche già farraginose in tempi normali, completamente illogiche se non demenziali allo stato attuale”.

“Dinanzi a tanta manifesta incapacità e impreparazione dei singoli amministratori, ci auguriamo che almeno l’ufficio preposto al coordinamento della ricostruzione nei comuni del cratere (Usrc) abbia presente queste problematiche e si sia già attivato per risolverle”, conclude.