PESCARA – Nuove analisi dell’Arta già dal pomeriggio, conferma della chiusura del porto canale, ed entro quindici giorni nuova gara d’appalto per il dragaggio che resta fermo.

Queste le prime decisioni scaturite dal maxi vertice che si tenuto questa mattina presso la Prefettura di Pescara.

Nel corso del tavolo tecnico che si riunirà nuovamente martedì prossimo 14 giugno, alle 10.30, sempre in Prefettura a Pescara, il sottosegretario all’ambiente Giampiero Catone ha illustrato le iniziative concordate con il provveditorato alle Opere pubbliche, rappresentato da Donato Carlea. 

A fine vertice Catone ha dichiarato: “Ci siamo prefissati degli obiettivi che bisognerà raggiungere a ogni costo. Martedì prossimo nel corso del nuovo incontro, il provveditorato alle Opere pubbliche presenterà il nuovo progetto definitivo del dragaggio. Posso dirvi che le nuove analisi e i prelievi dell’Arta partiranno già questo pomeriggio. I primi risultati dei carotaggi dei fondali li avremo già martedì quando potremo esaminare anche i primi riscontri baterometrici. Una volta avuti i primi risultati, potremo capire come e quanti metri cubi di fanghi dovremo dragare”.

Sullo smaltimento dei fanghi, il sottosegretario Catone ha spiegato: “I tecnici del Ministero stanno già studiando le soluzioni per lo smaltimento dei fanghi. Abbiamo già individuato tre siti abruzzesi per lo sversamento in mare. Per una restante parte bisognerà invece provvedere ad eventuali siti di stoccaggio su terra. Anche in questo caso siamo al lavoro per cercare impianti in grado di lavorare i fanghi”.

Il sottosegretario all’Ambiente ha poi parlato del porto e della questione dragaggio. “Il porto canale – ha spiegato – resta chiuso a causa dell’emergenza per i bassi fondali. Il dragaggio è sospeso. Lo stesso provveditorato alle Opere pubbliche ha spiegato che il lavoro fatto fino ad oggi non ha risolto i problemi. Nei prossimi giorni partirà una nuova gara d’appalto per i lavori”. 

Sui fondi infine Catone è stato telegrafico. “Se non ci sono soldi a sufficienza – ha concluso – bisognerà trovarli. Il nostro obiettivo è quello di risolvere in un paio di anni definitivamente il problema del porto di Pescara”.

Secondo i tecnici, dopo il nuovo dragaggio, la profondità base dei fondali del Pescara dovrà essere di 6,5 metri alla darsena e poco meno di 5 metri nel porto canale.