L’AQUILA – “Il presidente Berlusconi ha riconosciuto la sconfitta alle recenti elezioni. Ciò solleva dall’esercizio sterile di imbastire teorie tendenti a dimostrare che si è quasi vinto, o non si è del tutto perso”.
Lo afferma l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, componente della segreteria abruzzese del Popolo della libertà.
“Rinunciando all’equivoco, l’ufficio di presidenza del Pdl, dopo una seria e approfondita analisi, ha sottolineato la necessità di rafforzare il partito dotandolo di una organizzazione che consenta maggiore presenza e radicamento sul territorio e una migliore operatività”, riferisce Giuliante.
“Una organizzazione che evidenzi la rinascita di un partito come soggetto unitario – aggiunge – e non come somma delle diverse anime che si sono unite, passaggio importante che è stato sottolineato con l’annuncio di un aggiornamento statutario che cancelli la regola del 70/30 (Forza Italia 70-Alleanza nazionale 30)”.
“Ciò comporterà, a breve, una stagione dei congressi con ‘opportuno ridisegno’ della classe dirigente nelle singole federazioni. Il congresso impone l’eleborazione politica, l’intessere alleanze, l’affrontare le criticità. Il progetto condiviso e la capacità di aggregare sul territorio saranno il primo passo verso la rinascita di un partito organizzato – prosegue ancora Giuliante – capace di ascoltare il cittadino e di intercettare consenso, che è forma e sostanza di una classe dirigente”.
“Se questa è la prospettiva, sarebbe un errore se, qui e ora, si rinunciasse a una serena analisi di quanto, specificamente da noi, è accaduto, con il lucido intendimento di rimettersi in discussione, evidenziando errori e trovando soluzioni – rileva Giuliante – e/o elaborando alternetive a quanto si è dimostrato inadeguato. A scanso di equivoci, si sottolinea che sono convinto che il risultato negativamente omogeneo in tutta Italia rende insignificante la ricerca parcellizzata dei colpevoli”.
“Auspico, quindi, una convocazione, a breve, di una segreteria regionale che analizzi ciò che è accaduto, ma affronti anche ‘temi emergenti’ nell’agenda politica del centrodestra. Ad esempio, le primarie, che pure vengono evocate come metodo di ricerca dei candidati per le prossime competizioni elettorali. È un percorso virtuoso o un vicolo cieco? – si chiede Giuliante – Sono ipotizzabili senza un metodo che individui, in maniera chiara, la composizione dell’elettorato attivo e passivo?”
“Il sistema partiti è ‘preparato’ a questa ipotesi che strutturalmente prevede una necessaria delega programmatica e strutturale ad un eventuale outsider, esterno al sistema? Credo che ci sarà da discutere. È argomento che anche il livello nazionale sta affrontando. Non rinunciamo ad essere presenti con il nostro contributo; diventiamo coprotagonisti di una stagione – conclude Giuliante – che farà diventare un episodio negativo che ci ha colpiti una parentesi tra le tante vittorie del recente passato e le tante vittorie di un futuro ormai prossimo”.




