ORTONA – A sporcare il 2 giugno, Festa della Repubblica celebrata e sentita su tutto il territorio nazionale, qui in Abruzzo, rifiuti di ogni genere, ammucchiati sulle rive del litorale di spiaggia che congiunge le città di Ortona e Francavilla al Mare, in provincia di Chieti.
Televisori, giocattoli per bambini, bidoni di tutte le forme e grandezze, contenitori di materiale tossico, frigoriferi, sedie di plastica si ammucchiano sereni sul bagnasciuga, per godere di un mare stanco di presenze invadenti.
Rubano i raggi di un sole timido che s’intravede dietro i cespugli bianchi di nuvole, intralciano le passeggiate di chi, avanti con gli anni, attende per mesi questo periodo dell’anno per godere dei profumi della vita: gli anziani.
Un’occasione quella di ieri, per i rifiuti, di trasformarsi nei compagni di gioco dei bimbi, felici per il loro primo bagno, ma ignari della sporcizia che dilaga dovunque, e getta fango sul loro entusiasmo.
Uno scenario terrificante, per chi si fregia di aver ottenuto il riconoscimento di poter affiggere la bandiera blu, all’entrata di queste meravigliose città di mare, dove ogni anno si ritrovano famiglie e turisti per godere delle vacanze.
Quali sono i volti dell’inciviltà? Quanti i nomi degli assassini del mare? Distratti,o superficiali nel pensare che l’acqua prima o poi non avrebbe fatto indigestione e vomitato tutta la loro sporcizia?
Esistono ancora occhi capaci di ignorare un simile scempio, certi della protezione di una politica più sporca e puzzolente dei rifiuti, sempre pronta a tutelare l’immoralità di chi calpesta i diritti, invece di esserne il garante?
Vani i tentativi degli organi preposti alla tutela e salvaguardia dell’ambiente e degli animali, quando il finto lavoro di “pulizia” delle ruspe che sotterrano l’immondizia sotto la sabbia, sempre certi di ricevere i loro inadeguati compensi, fregandosene di attuare le idonee pratiche di smaltimento rifiuti, si trasforma in una macchina da guerra.
Se ne contano tanti di nidi del fratino, un uccello di specie protetta, che da tempo rallegra il tratto di spiaggia tra il foro di Francavilla al Mare e Ortona, ad essere stati calpestati e distrutti.
Fragili e impotenti di fronte all’indifferenza dei loro carnefici, a questi uccellini non rimane che affidarsi alle cure di un anziano signore, conosciuto come il capitano che tra un’uscita in mare sul suo piccolo peschereccio, e un’intera vita trascorsa su questa spiaggia, ha avuto la premura di costruire una piccola dimora in cui dare rifugio a queste creature.
Quanto tempo dovrà passare, perché le istituzioni e gli organi di competenza si interessino di promuovere una progettualità motivata a salvaguardare un patrimonio che appartiene a tutti, come le spiagge e il mare?
Dove porteremo i nostri figli, i nostri anziani, se anche il paradiso si riempirà di spazzatura?






