L’AQUILA – Chiuderanno oggi alle 15 i seggi elettorali. 111.764 abruzzesi sono chiamati a esprimersi per il ballottaggio nei Comuni di Vasto, Lanciano e Francavilla al Mare, tutti in provincia di Chieti, e Roseto degli Abruzzi (Teramo).
Al primo turno nessuno dei candidati ha superato il quorum del 50 per cento più uno dei votanti, pertanto gli elettori dovranno recarsi di nuovo alle urne per designare i quattro sindaci che martedì si insedieranno nei rispettivi municipi.
Per almeno tre dei quattro nuovi primi cittadini si tratterà di un’esperienza inedita: infatti nel solo Comune di Vasto potrebbe proseguire il percorso amministrativo un sindaco uscente, Luciano Lapenna.
Dovrà superare, però, la cordata che si è stretta intorno a Mario Della Porta, la cui coalizione si è allargata alle liste del Terzo polo, con l’apparentamento ufficiale, e a quelle di Massimo Desiati, con un accordo tecnico.
Lapenna parte con un vantaggio di quasi 18 punti di percentuale ma Della Porta spera di confermare i dati del primo turno, quando la somma dei voti ottenuti dalle liste che oggi lo sostengono aveva superato il 50 per cento.
A Lanciano Ermando Bozza punta a confermare il governo cittadino di centrodestra che dura da quasi 20 anni. Dall’altra parte, però, si trova di fronte un’inedita alleanza formata dai partiti tradizionali del centrosinistra e da alcuni candidati civici provenienti dall’area moderata. Non è un caso se sul palco del comizio di chiusura accanto a Mario Pupillo, indicato come candidato sindaco, c’erano i due esponenti del Polo civico frentano, Donato Di Fonzo, ex assessore regionale di Forza Italia, e Pino Valente che nel 2008 si è presentato alle regionali con l’Udc.
Acque agitate anche a Francavilla, dove la burrasca interna al Popolo della libertà ha portato a una spaccatura che ha rischiato di spostarsi sul tavolo regionale del partito. Il candidato ufficiale del Pdl, Carlo De Felice, è giunto terzo e ha dovuto cedere il passo a Daniele D’Amario, assessore provinciale, sostenuto dalla base del partito e da quasi tutta la classe dirigente locale.
De Felice ha appreso con rabbia che il Pdl, a poche ore dalla sconfitta del primo turno, aveva già dato indicazioni in favore di D’Amario e, per tutta risposta, ha fatto indicazioni ai suoi fedelissimi di votare per Antonio Luciani.
Luciani, dal canto suo, ha il compito di far dimenticare la stagione rissosa dei due anni di precedente gestione di centrosinistra, culminata con la fine anticipata della legislatura e potrebbe scontare un debito di inesperienza nei confronti del suo diretto concorrente, da anni sulla breccia politica francavillese.
A parti invertite, invece, la questione di Roseto, Comune che aveva attribuito al centrosinistra, cinque anni fa, l’84 per cento, un record. Stavolta la candidata del Partito democratico, Teresa Ginoble, si trova addirittura a dover rincorrere Enio Pavone, di provenienza liberalsocialista, indicato da tutto il centrodestra. La Ginoble ha dovuto faticare non poco per convincere i “solisti” della sinistra rosetana a darle una mano.
IL VOTO NEL RESTO DELL’ITALIA
Il turno di ballottaggio prevede l’elezione dei presidenti di 5 amministrazioni provinciali (Vercelli, Mantova, Pavia, Macerata e Reggio Calabria) e dei sindaci di 81 comuni, di cui 9 capoluoghi di provincia (Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza e Crotone).
Nelle 5 province è interessato un corpo elettorale di 1.701.480 cittadini, di cui 818.566 maschi e 882.914 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.219.
Il ballottaggio negli 81 comuni interesserà 3.906.012 elettori, di cui 1.855.363 maschi e 2.050.649 femmine. Le sezioni elettorali saranno 4.606.
Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a più tipi di consultazioni, il numero complessivo degli elettori del ballottaggio sarà di 5.577.816, di cui 2.659.607 maschi e 2.918.209 femmine, e il numero comples-sivo delle sezioni sarà di 6.789.
Le operazioni di votazione si svolgeranno domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle ore 7 alle ore 15; lo scrutinio avrà inizio nella stessa giornata di lunedì al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti.
Per il turno di ballottaggio si sceglie solo tra i due candidati (presidenti di provincia o sindaci) che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti e l’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto.
I risultati delle operazioni elettorali saranno diffusi in tempo reale attraverso il sito www.interno.it.
Il ministero dell’Interno ricorda che, configurandosi il turno di ballottaggio come una prosecuzione delle operazioni del primo turno, potranno votare in occasione del ballottaggio solo gli elettori che abbiano maturato il relativo diritto entro il 15 maggio 2011 (giorno in cui ha avuto inizio la votazione del primo turno); peraltro gli aventi diritto al voto potranno partecipare al turno di ballottaggio anche se non si siano recati a esprimere il voto nella votazione del primo turno.
Per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risulta iscritto, l’elettore dovrà esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, la tessera elettorale personale a carattere permanente.
Negli stessi giorni di domenica 29 e lunedì 30 maggio si voterà anche: in Friuli Venezia Giulia per il turno di ballottaggio relativo alle elezioni provinciali di 1 provincia (Trieste) nonché alle elezioni comunali in 4 comuni, di cui 2 capoluoghi di provincia (Pordenone e Trieste); in Sicilia per il primo turno di votazione per le elezioni comunali che interessano 27 comuni, di cui 1 capoluogo di provincia (Ragusa); in Sardegna per il ballottaggio delle elezioni comunali in 3 comuni, di cui 2 capoluoghi di provincia (Cagliari e Iglesias).
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