CASERTA – Sono 33 le persone fermate dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) la scorsa notte, con l’accusa detenzione e spaccio di droga.

Tra queste, figurano due calciatori, Claudio Risi, in forza alla Casertana e Vincenzo De Liguori, capitano della Nocerina.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i soggetti sottoposti a misure cautelari acquistavano stupefacenti a Castel Volturno (Caserta), che poi rivendevano nei comuni di appartenenza.

I presunti spacciatori provenivano, infatti, da Roma, Latina, Frosinone, Teramo.

In manette anche un dirigente del settore giovanile di una squadra di Lega Pro Seconda Divisione.

DROGA: 33 FERMI NEL CASERTANO, CINQUE ANNI DI INDAGINI

Cinque anni di indagini per giungere alla chiusura di un filone investigativo che ha portato al fermo di 28 persone, su 33 indagati, disposto dal pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) Donato Ceglie per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Si tratta di esponeneti del calcio giovanile dell’Isola Liri e di calciatori della Casertana e della Nocerina.

“L’indagine si è avvalsa di diverse intercettazioni telefoniche – spiega il procuratore aggiunto Raffaella Capasso – e proprio seguendo il flusso delle conversazioni si è arrivati a identificare i protagonisti del traffico di droga la cui centrale, una sorta di base logistica dello smercio, era l’abitazione di un extracomunitario a Castelvolturno dove si approviggionavano corrieri da varie parti d’Italia”.

Il responsabile della sezione giovanile dell’Isola Liri calcio, Guido Bruno, così parlava a marzo scorso con Vincenzo Assetato, esponente del clan Sarno, di Claudio Risi, un altro degli arrestati: “Senti, Claudio mi stava bombardando di chiamate, Claudio parla troppo al telefono. Mi ha mandato un messaggio, dice ‘ci vediamo lunedì mattina’; io lo vedo lunedì pomeriggio quello quindi o viene martedì mattina o lunedì sera”.

E ancora, in un’altra intercettazione telefonica i calciatori dicevano: “Andiamo dopo a ritirare quelle cose, perché prima devo fare gli allenamenti”.

L’ultimo filone investigativo ha coperto un arco temporale di 11 mesi, ma le prime indagini sono iniziate nel 2006 e hanno gia’ portato all’arresto di circa 135 persone. Cinque indagati, tutti extracomunitari, sono sfuggiti alla cattura.

Sono 15, invece, le persone arrestate in flagranza di reato.

Gli inquirenti hanno lavorato su 140 mila conversazioni telefoniche che hanno documentato, stando alla procura, la cessione di circa 450 dosi di sostanza stupefacente.

“In un caso – ha evidenziato il capitano dei carabinieri Antonio Carpino – due indagati fermati senza droga, dopo il controllo si erano vantati del fatto che i carabinieri non avevano trovato nulla, commentando sul loro complice che la traportava con una diversa auto al loro seguito. Conversazione che è stata intercettata dai militari che così hanno anche indentificato e sequestrato la sostanza stupefacente”.

Tre calciatori trasportavano in auto 22 mila pasticche di ecstasy che venivano chiamate in condice Dka oppure magliette nere e bianche.