L’AQUILA – “Continuano ad arrivare cartelle per prenotazioni annullate anche 10 anni fa ma in molti casi ci sono già state disdette e in altri, vista la distanza temporale, è impossibile ricordarsi le circostanze. Il problema, in ogni caso, è che non è dimostrabile cosa sia effettivamente accaduto e ora in tanti si vedono costretti a pagare senza sapere neanche per quale motivo”.
È una della tante segnalazioni arrivate in questi giorni a seguito dell’invio di un avviso di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate per la mancata disdetta di prestazioni alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila.
“Secondo una legge dello Stato (d.lgs. 124 del 29.04.1998), si può disdire la prenotazione di una visita fino a tre giorni prima della data fissata. Superato questo termine, si è tenuti a pagare il costo del ticket. Si tratta di una norma che tutela tutti coloro che si rivolgono al servizio sanitario, anche lei: comunicando l’impossibilità di recarsi all’appuntamento, lei lascia spazio ad altri che ne hanno bisogno, permettendo di ridurre le liste d’attesa”, spiega sul sito la stessa Asl.
Ma in molti casi, viene evidenziato ad AbruzzoWeb, in tanti sono certi di aver disdetto, fatto che però non è dimostrabile: “Quando si effettua una prenotazione la Asl invia una mail di conferma ma, purtroppo, quando si comunica una disdetta, non viene registrato nulla. Quindi come si può dimostrare qualcosa che non compare da nessuna parte? E anche nel caso in cui qualcuno dimentichi effettivamente di annullare, perché non può essere dimostrato in qualche modo? A tutela di tutti”.
E ancora, “sul sito vengono elencati una serie di casi che potrebbero eventualmente esentare dal pagamento ma sono praticamente inaccessibili ai più”. Tra questi: “se è deceduta la persona che ha prenotato la visita; se è deceduto un suo familiare e la morte è avvenuta entro i tre giorni lavorativi che precedono la data della visita (fino al secondo grado di parentela, coniugi o conviventi appartenenti allo stesso nucleo familiare); se lei è stato ricoverato in una struttura sanitaria; se ha avuto problemi di salute o se un suo familiare ha avuto problemi di salute (entro il secondo grado di parentela, coniugi o conviventi appartenenti allo stesso nucleo familiare); se ha avuto un incidente stradale; se ha dovuto recarsi al pronto soccorso; se ha dovuto effettuare una visita specialistica in urgenza; se le è nato un figlio nei tre giorni prima della data fissata dall’appuntamento”.
Tra le altre cose, segnala un utente, “in allegato sul sito compare un modulo di ticket per pronto soccorso non pagato, ma, almeno in questo caso, un accesso dovrebbe essere stato registrato e ci sono anche referti, diversi tipi di riscontri. In caso di annullamento come si può risalire a quella prestazione? Come viene accertato?”.
Infine: “gli avvisi stanno arrivando in questi giorni per posta ordinaria, io ne ho trovato per caso uno relativo al 2014 nella cassetta della posta un paio di giorni fa. Ma se non avessi controllato avrei rischiato addirittura di pagare per il ritardo?”.





