L’AQUILA – “Nei progetti C.a.s.e. ci sono oltre 4 milioni di utenze da pagare. Chi paga? E come?”.
Questo l’allarme lanciato dal vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che ha snocciolato il dettaglio delle cifre: 1,8 milioni per l’acqua, 1,8 per il metano, 520 mila euro per l’energia elettrica.
Quanto alla manutenzione, per De Matteis “i progetti C.a.s.e. sono una mega Ater: il Comune prenda l’affitto e faccia manutenzione ordinaria e straordinaria”.
Su questi temi De Matteis chiede che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dia delle risposte.
I NODI DA SCIOGLIERE
Per il vice presidente del Consiglio regionale, alla luce dell’annuncio fatto dall’assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano che ha annunciato la presentazione del piano di ricostruzione entro il 30 giugno, sono ancora tanti i nodi da sciogliere “perché si possa parlare di pianificazione reale della città”.
“Cosa intende fare l’Amministrazione comunale sulla questione delle aree bianche a vincolo decaduto? Intende normarle o attende la nomina dei commissari ad acta? I manufatti di legno realizzati dopo il sisma, saranno sanati o dovranno essere abbattuti? A questo si aggiungono le questioni relative ai canoni di locazione dei cittadini ospiti nel progetto C.a.s.e.. Chi e in che maniera deve pagarlo? E chi ha già lasciato l’alloggio deve versarlo ugualmente? Mi dicono che una bozza di regolamento sui criteri per i canoni e per le spese condominali esiste, ma non se ne sa nulla in maniera ufficiale”.
Sulla presentazione dei progetti per la ricostruzione delle Case E, inoltre, l’esponente Mpa ha chiesto l’istituzione di un “codice etico” a cui gli ordini professionali dovrebbero far riferimento, da istituire all’interno di un ordinanza che regoli anche il processo successivo alla presentazione, relativo alla filiera Fintecna, Cineas e Reluis affinchè venga fatta chiarezza “sui termini e le modalità di concessione dei contributi”.
“SUI PIANI DI RICOSTRUZIONE MISTIFICAZIONE DAL COMUNE”
Per la ricostruzione della città, come previsto dalla legge, si è in attesa del piano di ricostruzione che verrà presentato alla fine del prossimo mese.
“Nessuno ha espropriato alcuno sulle potestà urbanistiche delle Amministrazioni alle quali, per legge, sono demandate le competenze per la realizzazione sui piani di ricostruzione. Su questa vicenda è stata fatta una mistificazione per mesi”.
“Perché, per esempio, Cialente non hanno promosso un incontro tra l’architetto Daniele Iacovone, indicato proprio dal Comune per stilare il Piano, e il coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana? Loro hanno una grande voglia di vedersi, si stimano e un incontro non potrebbe che far bene alla città. Come lo so? Li ho contattati io stesso per cercare di trovare un momento di incontro tra loro”.
LA DOMANDA A CIALENTE: “COSA NE PENSA DEI COMUNI REINSERITI NEL CRATERE?”
Da alcune settimane De Matteis è molto attivo nella proposizione di quesiti e domande squisitamente legati alla ricostruzione post terremoto: dopo la questione sulle utenze ancora in sospeso e del regolamento sui fitti del progetto C.a.s.e. ha incalzato il sindaco del capoluogo con un’altra domanda.
“Perché Cialente non si esprime chiaramente su cosa pensa del reinserimento da parte del Tar di alcuni comuni della Valle Peligna nel cratere sismico, visto che il suo partito regionale, il Pd, ha chiesto al commissario, Gianni Chiodi, di non ricorrere al Consiglio di Stato?”. (red)



