L’AQUILA – Sono entrambi di centrodestra, l’uno più di centro, l’altro più di destra. Nel Consiglio comunale dell’Aquila siedono entrambi all’opposizione, ma il più distante possibile, ai due vertici estremi dei banchi di Villa Gioia.
Giorgio De Matteis, esponente del gruppo L’Aquila città aperta, ma con lunga tradizione, più volte interrotta e ripresa, nell’Unione di centro, di cui fino a contrordine sarebbe uno dei coordinatori, se non dichiarasse di non essere più riconducibile ad alcun partito. Già assessore regionale ai Lavori pubblici e vice presidente del Consiglio regionale, nel 2012 ha perso la sfida per le Comunali con uno schieramento civico-politico di centro che faceva a meno dei pezzi maggiori del centrodestra.
E Guido Liris, a capo del gruppo di Forza Italia, di cui è anche vice presidente regionale, consigliere comunale ed ex assessore provinciale, fatto fuori da una congiura tutta interna ai forzisti, a dispetto della giovane età.
Questi due sono, oggi, i due leader più o meno dichiarati del centrodestra cittadino, anche se entrambi giocano a smarcarsi dalla scomoda e pericolosa etichetta che attira su di sé frizioni e gelosie oltre a una responsabilità notevole, quella di ricostruire una coalizione dalle macerie.
Entrambi medici, sornione l’uno, istrione l’altro, 55 e 35 anni, procedono su binari differenti e tra i banchi dell’opposizione si contendono spesso le pedine di uno schieramento in cerca di autore, più che mai disorientato dalla crisi nazionale dei partiti.
AbruzzoWeb li ha messi a confronto in un’intervista serrata sui temi comunali, sui loro rapporti e sugli altri protagonisti del centrodestra abruzzese. E dietro un fair play che sembra più di facciata, tra i due piovono stoccate che non deludono le attese.
Qual è il suo partito e quale l’esponente politico nazionale di riferimento, oggi?
De Matteis: Nessuno.
Liris: Forza Italia, di cui sono il vice presidente regionale. Il leader capace di spostare da solo 4-5 punti percentuale è ancora Silvio Berlusconi.
Chi è il leader del centrodestra aquilano, oggi?
De Matteis: Perché, c’è il centrodestra?
Liris: Non c’è. C’è una gran bella squadra che sta lavorando per scegliere il leader. La cosa più importante è la squadra!
E il leader dell’opposizione in Consiglio comunale?
De Matteis: Piccoli leader crescono.
Liris: Come sopra.
Un nome nuovo per il centrodestra cittadino?
De Matteis: Ce ne sono diversi, ma vorrei evitare di dare nomi perché se ne do uno tutti quelli che gli stanno intorno ci restano male. Dirlo ora significa scatenare la gelosia e le reazioni.
Liris: Non ce n’è uno solo, ci sono gli esponenti del mondo giovanile e universitario capaci, tra i quali Alessio Ciccone, Roberto Silveri, Leonardo Scimia e Luca Rocci.
Chi sarà il candidato sindaco nel 2017?
De Matteis: È assolutamente prematuro immaginarlo, prima del candidato va costruita una coalizione che non necessariamente si possa definire centrodestra, ammesso che tra 2 anni esista il centrodestra così com’è pensato da qualcuno ancora oggi. Per me era ampiamente superato nel 2012 e infatti chi lo rappresentava è rimasto al palo. Si intuiva quello che accade oggi in campo nazionale, qualcuno non lo riuscì a capire.
Liris: Non io, forse lui.
A metà mandato bis del sindaco Cialente, rimpiange la scelta delle alleanze fatta nel 2012?
De Matteis: No, assolutamente. Anzi, era l’unica scelta possibile e i fatti me lo hanno confermato. Le batoste di Forza Italia, superata anche dalla Lega, testimoniano come il comune sentire dell’elettorato abbia ampiamente superato gli schemi. Anche Renzi ne è un esempio classico: prende molti più voti nell’area di centro moderata che non in quella di sinistra, un tempo bacino del centrodestra moderato.
Liris: Rimpiango l’incapacità da parte del centrodestra di non essere riusciti a trovare la sintesi proprio sulla scorta dell’inconsistenza dell’amministrazione Cialente.
L’attuale sindaco concluderà il mandato o può cadere prima?
De Matteis: Resta fino alla fine, non c’è la minima possibilità. Nessuno della sua maggioranza avrà mai la capacità o il coraggio di poter mettere minimamente in difficoltà Cialente. Con quella maggioranza inconsistente, si diverte.
Liris: Non sono mai stato abituato a ricevere regali in politica.
Il maggior successo che rivendica in 2 anni e 6 mesi all’opposizione?
De Matteis: Aver messo in evidenza quelli che durante la campagna elettorale sembravano fatti senza nessun fondamento e che, invece, si sono rivelati tragicamente problemi: la catastrofe della gestione delle C.a.s.e., il problema delle aree bianche, il flop clamoroso dell’aeroporto e la tragica farsa sulla pelle dei lavoratori di Accord Phoenix.
Liris: L’aver messo in evidenza l’incapacità amministrativa della Giunta Cialente, in particolare nella gestione del progetto C.a.s.e., nella vicenda delle aree bianche, nella gestione delle partecipate.
Liris che cosa vuole fare da grande?
De Matteis: Bisogna chiederlo a lui. Certo è che non vedo grandi spazi in Provincia, dalla quale Del Corvo lo ha esautorato e ormai quell’ente è alla fine del percorso. Alla Regione si vota tra 5 anni, in Parlamento la vedo complicata. O al Comune, o non so dove altro.
Liris: Sto lavorando per essere uno dei riferimenti del centrodestra aquilano e abruzzese nell’ottica di costituire, innanzitutto, una squadra vincente capace di partorire proposte credibili.
Quale sarà il futuro politico di De Matteis?
De Matteis: In questo momento l’unico futuro che vedo è quello personale all’interno della Asl. Politicamente mi sto disintossicando e tutto sommato non mi dispiace per niente.
Liris: Molto dipenderà dalla sua volontà e capacità di fare squadra, facendo possibilmente tesoro dei conflittuali rapporti con l’elettorato e con la città.
Come sono oggi i vostri rapporti personali e politici?
De Matteis: Buoni entrambi.
Liris: Simpaticamente interlocutori.
Un pregio e un difetto dell’altro?
De Matteis: Il pregio è che è ancora ingenuo politicamente, si può formare meglio anche se non c’è scuola di partito dietro. Il difetto, cambia idee troppo rapidamente.
Liris: Di difetti ne posso dire solo uno? Arrogantemente spigoloso. Il pregio è che conosce bene le armi della politica, avendole sperimentate da più di quarant’anni.
Che opinione ha di Luca Ricciuti?
De Matteis: Abbiamo provato a portarlo in Consiglio regionale, sarebbe stata comunque una possibilità in più di avere una voce insieme a Pietrucci, ma questa città e gli elettori aquilani piangono sempre sul latte versato. Pensate che abbiamo Blundo e Pezzopane in Senato e Cialente al Comune. Chi è causa del suo male…
Liris: Un grande amico.
Che opinione ha di Gianfranco Giuliante?
De Matteis: Una intelligenza vera a volte si è persa dietro problemi di scarsa importanza, ma comunque resta uno dei pochi in grado di capire realmente la politica.
Liris: Scaltro e intelligente.
Che opinione ha di Gianni Chiodi?
De Matteis: Una persona brava e onesta che ha vissuto la più grande occasione politica nel momento più difficile di questa regione.
Liris: Rigoroso amministratore, poco politico.
Che opinione ha di Nazario Pagano?
De Matteis: Un amico da vent’anni che a volte ha pagato l’essere un po’ troppo sincero dentro un partito dove la sincerità non ha mai pagato molto.
Liris: Ecumenico nelle decisioni, ma troppo buono in politica. Ottimo presidente del Consiglio, nobile nei rapporti interpersonali.
Che opinione ha di Fabrizio Di Stefano?
De Matteis: Una persona che vive la politica in modo molto passionale, e comunque un amico.
Liris: Nonostante i rapporti altalenanti e le frequenti incomprensioni, da vent’anni ci unisce affetto credo reciproco.
Che opinione ha di Filippo Piccone?
De Matteis: Il più simpatico tra i paraventi d’Abruzzo.
Liris: Un centometrista della politica, simpaticissimo, ma troppo assente nelle dinamiche locali.
Che opinione ha di Vito Domenici?
De Matteis: Un uomo intelligente che ha governato il potere in un momento sbagliato.
Liris: Una persona capace e vivace, con una gran voglia di prendersi le sue rivincite contro quelle che ritiene essere state ingiustizie subìte. Ciò che mi ha fatto più piacere nel reincontrarlo è stata la sua volontà di subordinare un ritorno in politica alla soluzione delle problematiche giudiziarie che lo riguardano.
Che opinione ha di Biagio Tempesta?
De Matteis: A lui voglio bene perché, al di là dell’aspetto politico, è un uomo che è andato a prendersi e a vivere responsabilità anche nella consapevolezza dell’impossibilità di portare a casa i risultati come avrebbe voluto.
Liris: Per me rimarrà sempre il Biagio che mi ha cresciuto e stimolato politicamente quando ero poco più che quindicenne.
Che opinione ha di Antonio Del Corvo?
De Matteis: Doveva restare a fare il consigliere regionale e credo che ne sia perfettamente convinto e consapevole.
Liris: Ottima capacità amministrativa, poca freddezza nelle scelte politiche.





