L’AQUILA – È aquilana la prima struttura abruzzese di Rete imprese Italia, il nuovo organismo di rappresentanza delle piccole e medie imprese a cui hanno aderito 12 mila unità della provincia.

Una sorta di “casa” delle più importanti associazioni di categoria, quali Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, che si uniscono per dare voce comune, identità  e forza rappresentativa a questo mondo, soprattutto nel confronto con enti e istituzioni.

“Uniti si riesce a vincere, o comunque a sbagliare di meno – ha esordito nella conferenza stampa di presentazione il presidente della neonata associazione, e già presidente della Confartigianato dell’Aquila, Luigi Lombardo – Essere uniti significa creare massa critica e dare più risonanza alle problematiche delle microimprese”.

Problemi che, come sottolineato durante l’incontro, interessano maggiormente la città dell’Aquila, in cui su 1.350 attività in totale, 500 ancora non hanno riaperto dopo il terremoto, la maggior parte delle quali si trovava nel centro storico.

“Non abbiamo ancora, dopo 24 mesi, una normativa organica – ha affermato il direttore della Confcommercio e di Rete Imprese Italia della sezione aquilana, Celso Cioni – Questo rivendichiamo a tutte le istituzioni. Questi due anni li abbiamo spesi male, è tempo che si elabori una piattaforma per la ripresa delle attività”.

A tal proposito, i rappresentanti delle associazioni, insieme a Francesca Fabiani dell’assemblea cittadina di piazza Duomo, hanno ricordato che la legge di iniziativa popolare, in cui si prevedono anche delle politiche per il rilancio delle attività economiche del territorio, ha quasi raggiunto le 50 mila firme necessarie per la sua presentazione.

All’incontro dedicato alla nascita di Rete imprese Italia, a cui hanno preso parte anche il presidente della Confcommercio L’Aquila, Roberto Donatelli, presidente della Cna dell’Aquila, Giorgio Stringini, presidente provinciale di Pmi Confesercenti L’Aquila, Alfredo Pagliaro e il direttore della Cna provinciale di Avezzano, Pasquale Cavasinni, si è parlato anche degli indennizzi alle imprese per i danni del terremoto, che molte imprese ancora non hanno ottenuto.

“Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Massimo Cialente – ha spiegato Lombardo – il quale ha dato ordine di liquidare le somme per le circa 700 imprese che devono ancora ricevere l’indennizzo. Inoltre, il sindaco si è impegnato per riportare al presidente Chiodi la richiesta di riapertura dei termini delle domande di indennizzo (ex Opcm 3789/2009, ndr) per quelle aziende che subito dopo il terremoto non ne hanno fatto richiesta perché impossibilitate. Dei 44 milioni stanziati per gli indennizzi, infatti, ne sono stati spesi 32. La differenza potrebbe essere destinata, appunto, a queste attività produttive”. (e.m.)