L’AQUILA – Un doppio processo a carico del responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio, Ercole Di Nicola, per fatti accaduti quando era dirigente della squadra di calcio Morro d’Oro, dove tra i dilettanti ha cominciato la sua carriera da uomo mercato che lo ha portato fino alla Lega Pro, la terza serie nazionale, con il sodalizio del capoluogo di Regione.
Un procedimento per appropriazione indebita e falso, il secondo per omessa dichiarazione dell’Iva, che si aggiungono al terzo processo a suo carico, per truffa, nei confronti di un giovane calciatore che sarebbe stato tesserato senza mai scendere in campo, che lo scorso settembre è stato trasferito a Teramo per competenza territoriale, allungando i tempi per la sua definizione.
Quanto ai due nuovi filoni, il prossimo 10 dicembre Di Nicola sarà alla sbarra al tribunale di Teramo come unico imputato nell’ambito di un’inchiesta della procura della Repubblica coordinata dal pubblico ministero Bruno Auriemma con le accuse di appropriazione indebita e falsità in scrittura privata. Ad assisterlo l’avvocato Libera D’Amelio di Teramo.
L’accusa è di essersi appropriato, “in qualità di legale rappresentante di fatto” del Morro d’Oro calcio, di “denaro contante per un ammontare pari a 525.824 euro corrispettivo dei proventi di contratti di sponsorizzazione” che apparteneva alla società.
Appropriazione avvenuta “anche attraverso prelievi in contanti” presso un conto corrente intestato alla società presso Banca Tercas.
Viene inoltre contestato di aver compilato indebitamente una serie di 83 assegni per 600 mila euro circa, “tutti recanti firma apocrifa di Scarpone Mario, titolare del conto corrente, quale formale tenutario del patrimonio della società”.
E proprio l’ex amico di Di Nicola Mario Scarpone, che del Morro d’Oro era presidente, è l’autore della denuncia avvenuta dopo un controllo fiscale dell’Agenzia delle entrate dal quale era venuto fuori il notevole ammanco, denuncia da cui si è originata l’inchiesta.
Il secondo rinvio a giudizio, di qualche giorno fa, vede stavolta Di Nicola imputato proprio insieme a Scarpone per quanto riguarda l’aspetto fiscale della vicenda con l’accusa di omessa dichiarazione d’Iva e occultamento o distruzione dei libri contabili in riferimento agli anni 2008 e 2009.
Secondo quanto appreso, i finanzieri non avrebbero mai ritrovato i libri contabili e di questo Scarpone stesso non ha saputo dare alcuna spiegazione nonostante il suo ruolo formale nella società.
Di qui l’udienza preliminare che si è conclusa con il rinvio a giudizio sia di Scarpone che Di Nicola, il primo in veste di amministratore di diritto, il secondo in veste di legale rappresentante di fatto. La prima udienza è stata fissata in questo caso a febbraio 2015. (alb.or.)





