L’AQUILA – “Nel corso del 2014 ci siamo trovati in una situazione molto simile a quella del 1996, quando si parlò di ‘anno senza estate'”.

Così il direttore e previsore di AbruzzoMeteo.org, Giovanni De Palma, fa il punto con AbruzzoWeb all’epilogo di un’estate non è riuscita regalare né sole né temperature elevate agli abruzzesi.

“Come 18 anni fa, le temperature non hanno quasi mai superato i 30 gradi mentre buona parte delle giornate sono state accompagnate da pioggia e vento freddo che, se da un lato non hanno permesso a nessuno di godere dellle vacanze e del relax tipicamente estivi, dall’altro hanno offerto un clima decisamente autunnale, creando ingenti danni economici anche agli stessi operatori turistici”, spiega.

Qualcuno ha detto che ci si trova nel corso di un cambiamento climatico, causato da inquinamento e da riscaldamento ambientale, che negli anni potrà effettivamente determinare mutamenti molto incisivi in questo senso.

“La spiegazione a tutto questo in realtà è molto semplice – prosegue De Palma – le condizioni di maltempo sono state causate soprattutto da correnti atlantiche molto intense che si sono estese a latitudini più inferiori rispetto alle normali condizioni atmosferiche, determinando così freddo e precipitazioni temporalesche in gran parte dell’Europa”.

Stando infatti alle parole dello stesso previsore “queste correnti si assestano in genere a nord dell’Europa, senza mai superare le Gran Bretagna e le aree scandinave”.

Quest’anno, però, “proprio a causa della loro intensità, dovuta soprattutto all’umidità e alle temperature più elevate rispetto alle normali condizioni anche a Nord, sono riuscite a sfondare il confine dell’Europa centrale e, quindi, a estendersi anche nelle zone mediterranee, determinando così instabilità diffusa anche in quelle regioni italiane in genere cartterizzate da estati molto calde e soleggiate”.

“Le uniche zone che hanno risentito poco di questi fenomeni – precisa – sono state solo la Sicilia, la Sardegna e la Calabria in quanto si trovano in una posizione geografica difficilmente raggiungibile dalla forza delle stesse correnti”.

Dopo aver assistito a partenze false della bella stagione e alle finte promesse di quei meteorologi che assicuravano un ritorno alla normalità, ci si avvicina ora a grandi passi all’autunno senza in realtà aver mai vissuto l’estate.

Rimane solo la speranza che, almeno per il 2015, la situazione sia diversa, in modo tale da poter recuperare il tempo e il denaro persi quest’anno.

Le previsioni a lungo termine, però, sono nebulose anche per gli stessi esperti che, quindi, ancora non si pronunciano al riguardo.

“Le condizioni atmosferiche seguono andamenti ciclici- conclude proprio in questo senso De Palma – Quella di quest’anno è infatti un’anomalia che già si è verificata in passato e che, quindi, potrebbe benissimo ripetersi anche negli anni a venire”.