AVEZZANO – “Escludo assolutamente che c’entri qualcosa il dibattito sulla Powercrop. Credo semplicemente si tratti di una sorta di dispetto, neanche mirato”.
L’avvocato Roberto Verdecchia, assessore all’Ambiente del Comune di Avezzano (L’Aquila), commenta così, anche se non vuole sbilanciarsi molto, l’atto intimidatorio di cui è stato vittima l’altra notte, quando la sua auto è stata data alle fiamme da ignoti mentre era parcheggiata sotto casa.
Esclude comunuque che sia correlato alla tanto contestata realizzazione della centrale a biomasse.
Sull’episodio è stata parta un’inchiesta e la Polizia del commissariato di Avezzano sta indagando per cercare di fare chiarezza.
Che si tratti di un atto doloso è certo, visto che come riferisce lo stesso avvocato, è stata ritrovato sul vetro anteriore dell’auto, un’Audi Q5 bianca, un canovaccio imbevuto di liquido infiammabile.
Ad accorgersi che la macchina andava a fuoco è stata la figlia dell’assessore: “Era circa mezzanotte, stava andando verso il bagno quando dalla finestra ha visto le fiamme”.
A quel punto Verdecchia è sceso ed è coraggiosamente entrato nell’auto per spostarla. “L’incendio – dice – avrebbe coinvolto altre macchine parcheggiate, un albero, inoltre lì vicino c’è anche la serranda che porta all’alloggio di un collega”.
Un atto assolutamente coraggioso, nonostante l’assessore minimizzi: “è una macchina alimentata a diesel, quindi non ho corso molti rischi”.
Nell’ottobre 2012 all’avvocato fu rubata l’auto parcheggiata sotto casa. “In quell’anno – spiega – hanno rubato 100 macchine ad Avezzano in quell’anno Non era un atto mirato”.
Dopo la paura della scorsa notte, oggi si dice tranquillissimo: “sono solo preoccupato per mia moglie e mia figlia. Mio figlio, invece, nonostante sia più giovane, ha una bella corazza”.
Verdecchia ieri ha ricevuto la solidarietà anche del consiglio dell’ordine degli avvocati di Avezzano.





