TERAMO – Affetto da una rarissima malattia, Luigi Di Febo, 57 anni di Pineto, in provincia di Teramo, minaccia il suicidio, facendosi saltare con una bombola del gas, se la Asl di Teramo non ripristinerà la somministrazione gratuita del farmaco che gli costerebbe 1.700 euro al mese. 

Accade anche questo nell’Abruzzo in cu di sanità si parla troppo spesso solo come voce di bilancio in forte passivo da razionalizzare e tagliare. 

Di Febo, manutentore di impianti in attesa di andare pensione, da anni, combatte una battaglia disperata  contro l’atassia episodica ereditaria  di secondo livello, rarissima malattia che ha come sintomi la progressiva perdita della coordinazione muscolare e vertigini costanti. 

L’unico farmaco capace di lenirne gli effetti e consentire a Di Febo di condurre una vita quasi normale è il Fampyra, ma il distretto sanitario di Atri (Teramo), con una lettera del 5 agosto, gli ha comunicato che per effetto di una delibera del 25 marzo 2010 della Regione Abruzzo, si vede costretta a sospendere l’erogazione gratuita dei farmaci in fascia C, tra cui appunto il Fampyra.

“Questa malattia mi ha distrutto la famiglia – si sfoga di Febo in una intervista video concessa a Iduepunti.it – se non mi aiutano la faccio finita, io non ho un reddito e non posso permettermi di pagarmi questa medicina”.

A prendere a cuore le sorti di Di Febo è il consigliere del Movimento 5 stelle, Riccardo Mercante.

“Sollecito l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci – afferma Mercante sul suo profilo Facebook – e il dirigente responsabile del distretto sanitario di Atri, affinché venga individuata in tempi brevissimi, una soluzione che possa consentire a Luigi e a tutti gli altri pazienti che si trovino nella stessa situazione di usufruire dei farmaci necessari a curare le varie patologie. In tali disperate circostanze Luigi mi ha manifestato di non escludere il ricorso ad un gesto estremo, nonché di rendere pubbliche le sue intenzioni. Occorre  quindi fare in modo che il tanto sbandierato risanamento dei conti della sanità abruzzese non rimanga uno slogan da campagna elettorale, ma si traduca concretamente in un miglioramento delle strutture sanitarie e dei servizi ai cittadini”.