L’AQUILA – “L’Aquila avrà le sue telecamere di sorveglianza a partire da gennaio 2015, ma non il piano di sicurezza”.

A darne notizia ad AbruzzoWeb è il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, dopo oltre un anno di ritardi e tira e molla tra l’amministrazione comunale e l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, diretto da Paolo Aielli.

Quest’ultimo aveva redatto il piano di sicurezza complessivo da 11 milioni di euro che, tuttavia, “non è affatto piaciuto al prefetto Francesco Alecci, che non ne ha voluto proprio sapere”, precisa il primo cittadino.

I milioni di finanziamento stanziati, quindi, potrebbero essere a rischio se il Comune non troverà il modo di spenderli, ma le telecamere arriveranno lo stesso.

Di recente si è tornato a parlare di sicurezza e telecamere dopo la tragica caduta di un diciottenne, secondo quanto affermato dagli inquirenti sotto effetto di alcol, da un cornicione dei portici di San Bernardino.

Anche il questore del capoluogo, Vittorio Rizzi, in visita alla redazione di questo giornale, rispondendo a una domanda, ha parlato di grande utilità delle telecamere, spiegando che “si deve stabilire un percorso con il Comune e la Prefettura che si conosce molto bene”.

Per il maxi progetto, fatto stilare dalla Price Water House, azienda internazionale del settore, che prevedeva l’uso di telecamere e di presìdi di aree critiche fuori dal centro storico, erano stati infatti stanziati nel luglio 2013 4,5 milioni di fondi Cipe per la gestione dell’ordine pubblico e altri 6,5 assegnati al capoluogo con il taglio dei rimborsi ai partiti.

Soldi che, se l’amministrazione non vorrà perdere, sarà costretta a reindirizzare su altri interventi pubblici, considerando che, come precisa il sindaco, “installare delle telecamere avrà un costo di gran lunga minore rispetto all’originario piano da 11 milioni”.

A settembre la prima riunione in Comune per discutere delle telecamere, prima di passare al bando e all’installazione: tempi stimati da Cialente, 5 mesi.

La diatriba tra Comune e Usra era inziata lo scorso febbraio, quando Aielli aveva sollecitato proprio dalle pagine di AbruzzoWeb, una decisione dell’amministrazione sull’approvazione del progetto che rischiava di perdere i finanziamenti.

L’ipotesi tirata in ballo dal direttore dell’Usra era stata quella di reindirizzare 6 degli 11 milioni di euro alla ricostruzione dell’Istituto alberghiero, se il Comune non li avesse subito spesi per il piano di sicurezza.

Secca la replica del sindaco e del suo vice Nicola Trifuoggi che avevano rivendicato il ruolo decisionale dell’amministrazione sulla destinazione dei fondi.