L’AQUILA – Si svolge oggi la prima riunione tra Comune dell’Aquila, Curia arcivescovile e ditte incaricate dei lavori di ricostruzione degli immobili del “consorzio Sant’Emidio”, che comprende anche la Cattedrale di San Massimo, sventrata dal sisma del 6 aprile 2009 e tuttora sottoposta alla pioggia dopo il crollo del soffitto, con l’erba che da tempo cresce all’interno.

Si tratta di un appalto tra i più importanti del centro storico terremotato: 45 milioni di euro complessivi, di cui ben 20 destinati al Duomo.

Ad aggiudicarselo, un’associazione temporanea d’imprese (Ati) composta da Sac Srl, Costruzioni Iannini Srl e Dp restauri Srl.

“Sono felice per la scelta ricaduta su una ditta aquilana che sostiene anche la nostra economia – dichiara ad AbruzzoWeb l’imprenditore Eliseo Iannini – Il valore aggiunto resterà in questo territorio”.

Il costruttore si dice anche “soddisfatto di questo esito perché il lavoro è prestigioso, un bel banco di prova e bella responsabilità per noi”.

L’assegnazione a una ditta aquilana seppur in Ati mette fine alla “discordia” sorta dopo la genesi del bando,  in particolare con furiose polemiche da parte dall’associazione costruttori (Ance) provinciale e regionale.

In una lettera, l’Ance aveva sottolineato che i requisiti, pubblicati solo in un’inserzione sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore, fossero tali da far fuori dalla corsa tutte le aziende locali, tanto da far pensare alla volontà di assegnazione dei ricchi lavori ad aziende “amiche”.

L’arrivo del nuovo arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Petrocchi, ha congelato ogni operazione fino all’attuale assegnazione. (alb.or.)