“Per noi il candidato alla vicepresidenza del consiglio è Paolo Gatti“. Lo ha confermato Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, nel suo interevento nella riunione del comitato regionale del partito, in corso di svolgimento all’Hotel Victoria di Pescara. All’incontro stanno prendendo parte dei parlamentari, consiglieri regionali e candidati non eletti delle ultime elezioni abruzzesi, al fine di “analizzare le ragioni della dura sconfitta del 25 maggio scorso e per trovare la via del rilancio e superare le forti fibrillazioni interne”.
“Sappiamo che c’è la concorrenza del Movimento Cinque Stelle ma in consiglio regionale l’opposizione di centrodestra è composta di sette elementi, quindi pensiamo che la figura istituzionale spetti a noi”, ha tagliato corto Pagano.
Il coordinatore regionale azzurro, uno dei trombati eccellenti alle ultime elezioni, ha considerato possibili convergenze con l’M5S: “Ci potranno essere momenti in cui si possono fare delle battaglie di opposizione in comune coi grillini, su certi temi specifici, quali saranno i nostri cavalli di battaglia. E mi riferisco ai costi della politica, ai conti regionali e al bilancio”.
Pagano ha dunque risposto alla polemiche innescate dalla fronda interna, che ha come suo più agguerrito esponente il futuro capogruppo di Fi in consiglio regionale, Mauro Febbo, che ha più volte chiesto le dimissioni di Pagano considerandolo il colpevole della disfatta elettorale, il rinnovamento e una gestione meno verticistica del partito. Difendendo il suo operato e stemperando le sue dirette responsabilità per la sconfitta elettorale.
“La mia nomina a presidente del comitato regionale – ha spiegato ancora Pagano – è avvenuta a metà gennaio sulle macerie del defunto Popolo delle Libertà, in un contesto politico e ambientale difficilissimo. Nel giro di pochi giorni, piuttosto che occuparci della costruzione di una strategia elettorale che ci potesse condurre ad una nostra riconferma, abbiamo dovuto difenderci da accuse infamanti che, agli occhi della pubblica opinione, hanno prodotto un danno inimmaginabile”.
Un altro motivo della sconfitta, secondo l’ex presidente del Consiglio regionale, le scarse risorse economiche, e un certa ”tirchieria” di alcuni esponenti di Fi, a cominciare dai parlamentari.
“Purtroppo da Roma, mentre 5 anni fa arrivarono ingentissime risorse, questa volta non è arrivato un solo euro, in cassa non c’era un soldo, i consiglieri regionali e i parlamentari non hanno versato contributi. Inutile protestare sulla campagna elettorale sotto tono, quando tutti voi ben sapete che le campagne elettorali sono particolarmente costose, e quindi tutti avrebbero dovuto farsi carico di contribuire, cosi come è stato regolarmente richiesto dal partito nazionale. Mi sono personalmente fatto carico, non solo dell’organizzazione delle manifestazioni di Fi, ma persino dei costi necessari per realizzarle. Ho dovuto provvedere personalmente all’affitto della sede del partito e persino dell’acquisto di bandiere e di distintivi per i rappresentanti di lista”.
Infine un affondo durissimo contro i transfughi passati al centrosinistra, paragonati da Pagano a “topi che abbandonano la nave”:
“Si è diffusa fra i nostri dirigenti di centrodestra la convinzione e la voce diffusa che avremmo perso le elezioni e questo clima di sfiducia autolesionistico ha indotto molti di quegli amministratori, che definirei ‘border line’, ad abbandonare la ‘nave che affonda’, cosi come fanno i topi. Decine di amministratori locali, consiglieri e assessori comunali, consiglieri e assessori provinciali e persino consiglieri e assessori regionali – ha concluso Pagano – hanno frettolosamente fatto i bagagli e si sono trasferiti negli alloggi che a loro giudizio venivano considerati più confortevoli”.





