L’AQUILA – “Se qualcuno crede ci siano delle irregolarità, le segnali e noi verificheremo. Come Comitato ci siamo imposti fin dall’inizio un rigore proprio a causa della nobile provenienza dei fondi. Se dovessimo riscontrare delle anomalie, saremo ben lieti di prendere provvedimenti”.

Fabio Spinosa Pingue difende il lavoro fatto dal Comitato Abruzzo, da lui presieduto, dopo le polemiche circa il finanziamento di alcuni progetti tramite i bandi Qip (Quick Impact Projects), dopo le segnalazioni, giunte con lettera anonima, dell’assegnazione degli stessi a persone che ricoprono ruoli all’interno degli enti che fanno parte del Comitato, tra cui anche Confindustria L’Aquila, a cui lo stesso Pingue è a capo.

Pingue sottolinea l’assoluta correttezza nella fase di valutazione dei progetti, in virtù soprattutto della natura dei fondi in questione, provenienti delle donazioni dei lavoratori e delle imprese di tutta Italia a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.

“Quando iniziammo questa avventura – spiega – chiesi all’allora direttore generale del Ministero dell’Economia Fabrizio Barca, che non era ancora ministro, il massimo rigore proprio perché si tratta di soldi donati dai lavoratori per le popolazioni colpite dal terremoto”.

“Il bando – sottolinea Pingue – non era aperto solo a nuove start-up, ma proprio per andare ad aiutare il cuore dell’economia del territorio era necessario dare una possibilità alle tante aziende locali”.

Tra i beneficiari, i “sospetti” si sono diretti anche verso soggetti che hanno già fatto parte di progetti finanziati in precedenza dal Comitato.
A questo proposito, chiarisce: “Abbiamo dato apposta la possibilità ai ragazzi coinvolti in tutti i progetti di formazione e ricerca di diventare imprenditori. Era proprio nelle nostre intenzioni”.