L’AQUILA – “Quanto sta, nuovamente, accadendo a L’Aquila con l’ennesima inchiesta sulle presunte tangenti, mirate ad accaparrarsi appalti per il recupero di beni culturali ed ecclesiastici vincolati nel centro storico, è di estrema gravità e non può lasciarci indifferenti”.
Così in una nota il Movimento 5 Stelle dell’Aquila.
“Proprio a distanza di pochi mesi dallo scandalo – si legge nella nota – caduto nel dimenticatoio, che vide coinvolti alcuni imprenditori, rei, secondo l’accusa, di aver ottenuto numerosi appalti corrompendo funzionari pubblici, per il quale lo stesso sindaco Massimo Cialente rinunciò volontariamente al suo mandato salvo poi goliardicamente riprenderselo qualche giorno dopo, siamo costretti a registrare l’ennesimo episodio di corruzione che testimonia quanto sia difficile isolare il processo di ricostruzione dalla minaccia di corruttela e immoralità”.
“La conseguenza inevitabile di questa deriva etica – prosegue il M5S nel comunicato – determina un costante diminuzione della credibilità da parte dei cittadini aquilani verso le istituzioni e della politica nonché la speranza di vedere ricostruita la città. A ciò si aggiunge lo sconforto e l’umiliazione che i cittadini aquilani devono subire nel vedere nuovamente su tutti i tg e quotidiani nazionali balzare alla cronaca in maniera negativa la questione aquilana che, inevitabilmente, fa ripiombare nel baratro una già compromessa immagine del problema della ricostruzione aquilana. Quest’ultima non potrà mai essere portata a termine senza un’inversione di quella che sembra una ‘rotta tracciata’; se possiamo considerare valida la tesi che non esiste un ‘sistema L’Aquila’ dall’altra parte non possiamo non osservare che sembra piuttosto esistere un ‘sistema Italia’ (vedi Mose ed Expo)”.
“Il Movimento 5 Stelle dell’Aquila – si legge ancora – vicino al duro lavoro degli investigatori e della magistratura e ribadisce che il rinnovamento deve partire dal basso, ovvero che ogni cittadino deve, in primis, partecipare con il proprio comportamento e con il proprio manifesto dissenso ad uscire da tale becera ‘consuetudine’ all’illecito”.
“In siffatta situazione il movimento continuerà ancor di più a denunciare qualsiasi situazione di illegalità vigilando attentamente anche sull’operato della nuova giunta affinché ‘l’assessorato alla ricostruzione’ di prossima nuova istituzione, tanto sbandierato dal presidente della Regione Abruzzo, LucianoD’Alfonso, non sia un ulteriore elemento di logiche spartitorie o di nuove forme di clientelismo”.





