L’AQUILA – “In due anni abbiamo fatto più riforme che nei 10 anni precedenti”.
Così il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, ha commentato in una conferenza stampa il licenziamento della riforma dell’acqua e del piano sociale fatta dal Consiglio regionale nella seduta di venerdì scorso.
Alla conferenza stampa non ha partecipato all’assessore regionale al ciclo idrico integrato, Angelo Di Paolo, colpito da un lutto familiare.
Presente invece l’assessore alla Promozione sociale, Paolo Gatti, il quale ha spiegato che il piano sociale 2011-2013 è caratterizzato da un finanziamento complessivo di 88 milioni di euro, di cui 25 provenienti dal fondo sociale europeo, 33 da fondi regionali e circa 30 da fondi statali.
Di altro avviso il capogruppo di Rifondazione, Maurizio Acerbo, che ha parlato di risorse insufficienti per il sociale e di provvedimento inutile per la riforma del servizio idrico.
LA RIFORMA DELL’ACQUA
“La nostra azione riformatrice è forte ed è destinata a mettere l’Abruzzo al passo rispetto alle altre regioni”, ha continuato Chiodi, il quale nel merito della riforma del ciclo idrico integrato ha sottolineato che “sono stati centrati due grandi obiettivi: il mantenimento della gestione pubblica dell’acqua, e l’avvio di una seria costruzione di un settore efficiente che abbia costi non gonfiati con una tariffa unica per tutti gli abruzzesi”.
Secondo il presidente della regione la riforma dell’acqua basata su un unico ambito territoriale ottimale (Ato) “avrà una visione più vasta a livello regionale e prevederà investimenti unitari e l’utilizzo di economie di scala”.
“Prima invece – ha proseguito Chiodi – ogni Ato aveva una società di gestione e una sul patrimonio ed era caratterizzato da una gestione politica e non manageriale: infatti, nel caso di Teramo, una era controllata dai Ds e l’altra dalla Margherita, un fatto inaccettabile”.
“Questa era la prassi in Abruzzo – ha osservato – nell’acqua come nella sanità e nei rifiuti. Addirittura per i rifiuti, settore notoriamente dispensatore di grandi profitti, solo nella nostra regione le società gestrici sono fallite, vedi Cirsu e Sogesa”.
I sei Enti d’ambito, prevede la nuova legge, verranno liquidati successivamente alla costituzione dell’Ente d’ambito unico, la cui gestione sarà affidata a un commissario nominato con decreto del presidente della Giunta.
IL NUOVO PIANO SOCIALE
Gatti ha spiegato che, “nonostante il momento di difficoltà, il piano sociale, l’unico possibile, presenta elementi di innovazione e va nella direzione di tre priorità: anziani, disabili e bambini”.
Annunciato anche il lancio di 24 bandi ai quali si potrà rispondere in partnerariato tra enti d’ambito, terzo settore e cooperative.
Gatti ha inoltre sottolineato che per centrare l’obiettivo dell’integrazione socio-sanitaria ci sarà un tavolo che mirerà ad integrare gli ambiti sociali con i distretti sanitari.
Infine l’assessore alla Promozione sociale ha annunciato altre due riforme: quella delle Ipab (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) e il testo unico sul Welfare.
LE RIFORME
Chiodi ha approfittato dell’acqua e del sociale per fare un discorso generale. “Mentre sta portando avanti un forte processo di risanamento, due Asl su quattro sono in pareggio di bilancio, le altre stanno seguendo lo stesso trend – ha fatto notare – questo esecutivo sta attuando un profondo rinnovamento. Stiamo riducendo i debiti futuri degli abruzzesi, frutto di pesanti cambiali firmate in passato, ma stiamo cambiando il modello organizzativo della sanità, del sociale, dei Consorzi industriali”.
“Una incessante azione riformatrice – ha aggiunto Chiodi – affinchè l’Abruzzo abbia una gestione d’insieme oculata e virtuosa non tesa ad alimentare solo le richieste di una politica politicante”.
Il governatore ha anche rivendicato “con orgoglio i risultati finora raggiunti, grazie a una maggioranza incredibilmente compatta e determinata e a un sostegno stupefacente dei partiti”.
Chiodi ha poi citato il taglio dei 22 Enti regionali. “I restanti saranno riformati e torneranno poi alla gestione ordinaria”.
“Sarà per necessità o per senso di responsabilità – ha concluso il presidente – fatto sta che l’Abruzzo sta tornando a essere una regione normale, considerata un unicum e non tanti improduttivi localismi territoriali”.
ACERBO: PIANO SOCIALE E RIFORMA SERVIZIO IDRICO, DUE BLUFF
PESCARA – “Gianni Chiodi e la sua giunta sono ormai un caso clinico”, è quanto afferma in una nota il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.
“È davvero fuoriluogo e stucchevole il trionfalismo che ha caratterizzato la conferenza stampa di stamattina – prosegue la nota -, è stato presentato come un evento l’approvazione di un piano sociale striminzito, un copia e incolla il cui tratto caratterizzante è la mancanza di risorse causata dai tagli del governo Berlusconi a cui la Regione Abruzzo non è in grado di far fronte con risorse proprie”.
“La giunta ha dimostrato anche una certa maleducazione – aggiunge Acerbo – perché avrebbe dovuto ringraziare l’opposizione che, per rispetto dei cittadini e delle cittadine più svantaggiati, hanno consentito una rapida approvazione del piano”.
“Quanto alla legge sul servizio idrico è una bufala dichiarare che si è sventata la privatizzazione – conclude Acerbo – perché soltanto la vittoria del referendum del prossimo 12 giugno consentirà di rimuovere l’obbligo di consegnare l’acqua ai privati imposto per decreto dal governo Berlusconi.
(alb.or.)






