PESCARA – Giunge alla sua quinta edizione il “Sì all’Uomo”, premio nazionale Domenico Allegrino, iniziativa ideata e realizzata dal 2007 in occasione del ricordo della morte di Domenico, il 29 marzo 1999, dall’associazione a lui intitolata.

L’appuntamento è sabato 26 marzo alle 10, presso l’auditorium “De Cecco”, in Piazza Unione a Pescara.

“Il Premio giunto alla quinta edizione, sottolinea il presidente dell’associazione, Antonella Allegrino, vuole portare all’attenzione le persone comuni, ma che possono essere considerate speciali poiché hanno avuto quel particolare coraggio di ‘morire’ almeno un pò a se stesse per dedicarsi a difficoltà, disagi, povertà, ferite di altri uomini”.

“Il loro essere speciali – continua la Allegrino – li rende testimoni del desidero presente in ciascuno di noi di essere proiettati verso l’altro. E’ questo lo stesso spirito, sono questi gli stessi sentimenti e valori che hanno animato Domenico nella vita familiare e relazionale, nelle attività economiche, sociali e politiche e che hanno fatto di lui una persona molto conosciuta e amata, e che a dodici anni dalla morte in tanti nella comunità abruzzese ricordano con affetto”.

Il premio consiste in un’opera realizzata in solo quattro originali dall’artista Nadia La Torre e saranno consegnati a:

Carlo Castagna, padre della strage di Erba, che nel 2006 ha sconvolto l’intera opinione pubblica italiana per la sua straordinaria capacità di perdonare, fin dal primo giorno del massacro, gli assassini che gli avevano sgozzato la moglie, l’unica figlia femmina Raffaella ed il nipotino Youssef di 2 anni.

Don Giacomo Pavanello, 30 anni di Padova, responsabile dell’Area Evangelizzazione–prevenzione e sensibilizzazione della comunità “Nuovi Orizzonti”, per la sua capacità di donare con entusiasmo tutta la sua vita e tutte le sue energie alle attività di aggregazione e sensibilizzazione giovanile che coinvolgono circa 1 milione di persone l’anno.

Luigi Calvisi, medico del 118, sindaco di Fossa (L’Aquila), per l’impegno in favore della sua comunità locale che gli ha consentito di realizzare il Villaggio di San Lorenzo, dove ha collocato le famiglie della sua comunità colpita dal sisma del 6 aprile del 2009, dopo aver raccolto e impiegato fin’ora 22 milioni di euro.

Elena Rinaldi, infermiera professionale in pensione, per la particolare dedizione nei confronti del figlio Valentino che, colpito da tetraparesi spastica in giovanissima età, ha subito ritardi motori e linguistici.