LANCIANO – “La centrale a biomasse di Treglio (Chieti) produrrà energia mediante la combustione del ‘legno’. Con questa centrale si pensa di guadagnare denaro vendendo l’energia prodotta. Contro la bontà di questa impresa economica si avanzano molti dubbi. In primo luogo causa danni alla salute, non rispettando la Direttiva 96/62/CE sulla gestione e qualità dell’aria ambiente dei paesi dell’Unione che, all’Articolo 1, individua tra i suoi obiettivi quello di mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi”.
È quanto afferma in un comunicato ufficiale Gabriele Di Bucchianico, componete Direttivo Italia dei Valori Lanciano, responsabile Regionale dipartimento energia e rifiuti Idv Abruzzo. “In secondo luogo – spiega – si può sospettare che non sia conveniente sul piano economico e, quindi, che sia funzionale a scopi ulteriori a quello della produzione di energia. Senza Certificati Verdi nessuno imprenditore privato farebbe questa scelta. La verità è che le biomasse sono un combustibile povero, economicamente ed energeticamente poco conveniente se non sostenuto da sovvenzioni”.
“Infine – prosegue – la centrale, fatto 100 il totale, produrrà il 35 per cento di energia elettrica (da vendere) e disperderà il 65 per cento di energia termica prodotta. Riassumendo: nella centrale di Treglio si userà un pessimo combustibile, costoso nel suo reperimento e trasporto, produttivo per il solo 35 per cento. È facile prevedere che l’impresa potrebbe avere seri problemi economici. A meno che …. A meno che non bruci rifiuti solidi urbani”.
“Ovviamente chi scrive formula un’ipotesi – aggiunge – ragionevole. Elaborata sulla base di dati oggettivi. Chi scrive legge che Cerratina è prossima all’esaurimento, che hanno problemi le discariche di Teramo e Vasto, che è sotto pressione quella di Chieti. Quando sarà dichiarata l’emergenza regionale e le ‘centrali a biomasse’ si dichiareranno disponibili a bruciare (a pagamento) i rifiuti solidi, chi si opporrà? I proprietari delle centrali guadagneranno vendendo energia ma ancor più facendosi pagare per produrla: ovvero per bruciare rifiuti”.
“Ipotesi malevole? – conclude – Noi continuiamo a sostenere che la corretta gestione dei rifiuti è quella che ha come obiettivo la riduzione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Ribadiamo il nostro No ai killer della raccolta differenziata cioè a chi vuole costruire inceneritori camuffandoli da “grossa stufa domestica” come, forse, sta accadendo anche a Treglio”.






