L’AQUILA – Sono passati due anni e mezzo dall’annuncio di una metropolitana leggera Scoppito-L’Aquila-San Demetrio ma gli amministratori locali sanno ancora poco e niente sulla progettazione esecutiva da parte dei tecnici di Trenitalia, e non sono in grado di dare risposte sulla tempistiche di realizzazione.
La tranvia per collegare la zona Est e quella Ovest dell’Aquila, da realizzare con 30 dei 100 milioni destinati al miglioramento della rete ferroviaria, fu annunciata in pompa magna nel luglio 2011, a seguito di un incontro a palazzo Chigi tra governo, commissari, sindaci del “cratere”, e i vertici di Trenitalia.
L’opera è data ancora per certa, con i fondi già vincolati, e prevede in primis l’eliminazione di una quindicina di passaggi a livello, tramite sottopassi e sovrappassi, a seguire parcheggi di scambio, e finalmente l’attivazione di un servizio di trasporto ad alta frequenza di treni metropolitani, capace di rivoluzionare la mobilità del capoluogo abruzzese.
A mostrare preoccupazione è, tra gli altri, Marco Giusti, sindaco di Scoppito, comune capolinea a Ovest della metro, che ad Abruzzoweb spiega: “La metro leggera sarebbe l’opera strategica più importante del post-terremoto aquilano. La città è esplosa, infatti, a Est e a Ovest, nel mio territorio oramai vivono oltre 20 mila persone, le vie di collegamento sono del tutto inadeguate, la statale 17 è congestionata”.
In base agli accordi, ribadice il sindaco Giusti, è compito di Trenitalia procedere alla fase progettuale esecutiva. L’ultimo incontro spiega di averlo avuto nell’estate 2013, “con un ingegnere poi andato in pensione, per ragionare sul’eliminazione del passaggio a livello di Sassa scalo”.
E aggiunge: “la politica regionale tutta, a prescindere dagli schieramenti, deve riportare in cima all’agenda politica la metro leggera. Nulla può essere dato per scontato, serve la pressione politica!”.
La paura di Giusti e di altri amministratori è, si può intuire, che Trenitalia possa considerarla non più prioritaria. Un’opera che, del resto, andrebbe in controtendenza rispetto a una politica aziendale che, in Italia e in Abruzzo, va nella direzione della soppressione e del ridimensionamento delle tratte locali meno remunerative e utilizzate. Vedi la Sulmona-Carpinone e la Avezzano Roccasecca. Tant’è vero che è stata istituita anche una giornata Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate.
La metro leggera, va aggiunto, è un progetto vecchio di 20 anni e fu per primo proposto da Umberto Giammaria, sindaco di Tornimparte, paese che oggi rischia di restare tagliato fuori, e che oggi chiede “il prolungamento della tratta con il supporto di bus navetta di collegamento nelle zone interne”.
Mostra invece ottimismo l’assessore comunale ai Lavori pubblici dell’Aquila Alfredo Moroni: “I soldi, ovvero i 30 milioni di euro, sono stati impegnati, e il Comune dell’Aquila ha sottoscritto e approvato in Consiglio un accordo di programma. In base a questo, Trenitalia deve procedere all’eliminazione di 14 passaggi a livello, perché senza questa opera non si può immaginare di far transitare nei Comuni intressati treni con frequenza di un’ora”.
E per Moroni, “opere complementari come parcheggi di scambio sono di competenza del Comune. Se non ci sono omissioni da parte degli altri sottoscrittori – conclude – Trenitalia non può non usare per la metro leggera i fondi già vincolati”.




