L’AQUILA – “La perdita di 150 posti di lavoro nella Asl L’Aquila- Avezzano – Sulmona comporterà una naturale e inevitabile riduzione dei servizi e delle prestazioni sanitarie, con il rischio di chiusura o accorpamento di alcuni reparti”.
Il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, invita alla mobilitazione per dire “no” ai tagli al personale sanitario imposti dalla legge Brunetta. “Dopo il terremoto – afferma – la città ha compiuto sforzi enormi per salvare l’ospedale, che necessita ancora di numerosi interventi strutturali e organizzativi. La riduzione del personale precario, che riguarda tutte le realtà sanitarie della provincia, rischia di vanificare gli sforzi compiuti per restituire all’Aquila un ospedale efficiente e funzionale, come era prima del 6 aprile 2009”.
“Per stessa ammissione del manager – dice – Giancarlo Silveri, che ha già investito del problema il commissario, Gianni Chiodi, la Asl e in particolare il San Salvatore rischiano di regredire quanto a servizi e prestazioni”.
La Cisl invita anche le altre organizzazioni sindacali e la città intera a una mobilitazione generale per la salvaguardia dell’ospedale.
Giorgi incalza sull’aspetto occupazionale. “Con la perdita di oltre 150 posti di lavoro – dice – su 300 contratti a termine si aggiunge a quello sociale: L’Aquila necessita di un rilancio complessivo che passa anche attraverso la salvaguardia dell’occupazionale e del San Salvatore. Quest’ultimo deve essere arricchito, non depotenziato. Stesso discorso vale per le realtà sanitarie della Marsica e della Valle Peligna che hanno ospedali fatiscenti e poco rispondenti alle esigenze del territorio”.
“Invitiamo la Regione – conclude Giorgi – a valutare l’applicazione di una deroga che tenga conto della particolare situazione della nostra provincia, alla luce del sisma che ha distrutto L’Aquila e il suo comprensorio, che consenta alla Asl il rinnovo dei contratti in scadenza e l’espletamento dei nuovi concorsi per assunzioni a tempo indeterminato”.






