L’AQUILA – “Non è solo Scienze dell’investigazione a rischio chiusura: la nuova normativa ministeriale ci costringerà a spegnere diversi  corsi di laurea”.

Il rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, non usa mezzi termini e all’indomani della notizia pubblicata da AbruzzoWeb sulla scelta di spostare Scienze dell’investigazione dalla facoltà di Scienze della formazione a quella di Psicologia e trasformarla in semplice curriculum,  annuncia la soppressione anche di altri corsi molto frequentati dell’Ateneo.

A decidere il “taglio” drastico è stata la Commissione didattica d’Ateneo (presieduta dalla preside di Medicina, Maria Grazia Cifone) che si è riunita alla fine del mese scorso per valutare i requisiti posseduti dalle singole facoltà, in base ai quali stabilire il numero dei corsi di laurea da attivare.

A fare le spese della politica ministeriale all’insegna del risparmio sarebbero, oltre a quello di Scienze dell’Investigazione, anche i corsi di Scienze tecnologiche, cosmetologiche ed erboristiche, di Educatore professionale e sanitario (entrambe della facoltà di Medicina) e di Filosofia (della facoltà di Lettere e filosofia).

“Il ministero ci ha imposto il rispetto di nuovi requisiti per il mantenimento dei corsi di laurea – si giustifica la Cifone – e questi corsi non hanno i titoli per restare attivi”.

Questa la situazione nelle tre facoltà con i corsi a rischio.

SCIENZE DELLA FORMAZIONE

Come anticipato ieri, questa facoltà con ogni probabilità perderà il corso di laurea in Scienze dell’investigazione, per la mancanza di alcuni requisiti (tra cui il numero di insegnanti per studente).

 “Per evitare che il corso scompaia del tutto stiamo trovando il modo per inserirlo come curriculum nella facoltà di Psicologia dove abbiamo maggiori margini di manovra – spiega la presidente della Commissione didattica – D’altra parte molte materie di insegnamento dell’attuale corso di laurea sono affini a quelle di Psicologia e un curriculum, in termini di docenti, ci costa meno rispetto a un corso di laurea”.

Non tutti sono d’accordo. L’ultima parola su Scienze dell’investigazione, comunque, spetterà al Consiglio di facoltà di Scienze della formazione che ha anche pronto un piano B.

“Se si decidesse di mantenere il corso in Scienze dell’investigazione – aggiunge la Cifone – attivo si dovrebbe tagliare qualcos’altro all’interno della facoltà stessa. Un’altra ipotesi proposta dalla preside, Antonella Gasbarri, è di spegnere una laurea magistrale”.

Nel “mirino” potrebbe finire il corso biennale in “Progettazione e gestione dei servizi e degli interventi sociali ed educativi”.

“A mio avviso questa seconda ipotesi è meno probabile – afferma la presidente della Commissione didattica – poiché gli studenti da sempre ci chiedono, laddove possibile, di non sopprimere i corsi biennali, ma se necessario di accorpare le triennali”.

MEDICINA

Sono ben due i corsi a rischio chiusura della facoltà, che passerebbe da 21 a 19 indirizzi.

Si tratta del corso interfacoltà (Medicina e Biotecnologie) di Scienze cosmetologiche, che ha un “pacchetto” di circa 60 immatricolati l’anno, e del corso a numero chiuso di Educatore professionale e sanitario, con i suoi 20 posti l’anno.

“Sono corsi molto amati dagli studenti – ammette la preside Cifone – ma dovendo necessariamente tagliare abbiamo preferito i corsi con meno sbocchi lavorativi rispetto agli altri. Non abbiamo voluto, per esempio, toccare il corso in Infermeria. Se la Regione ci richiede infatti 300 infermieri l’anno, non possiamo laurearne solo 160 per mantenere attivi corsi che invece sono più difficilmente spendibili nel mondo del lavoro”.

LETTERE

“Si tratta di una facoltà in gravissima difficoltà – afferma la preside di Medicina –  perché ha perso molti docenti: in tre, infatti, sono andati in pensione proprio quest’anno, cosa che ci fa perdere i requisiti necessari per mantenere attivi tutti i corsi”.

Per questo motivo è stata proposto un provvedimento-choc, la soppressione del corso in Filosofia.

“La triste scelta era tra Filosofia e Lingue – sostiene la Cifone – Abbiamo optato per la prima soluzione, nella speranza di mantenere un curriculum in Filosofia interno a un altro corso laurea. In questo modo non proprio tutto sarebbe perduto”.

“Certo è che la riforma Gelmini ha messo in ginocchio l’Università pubblica”, sospira la presidente della commissione didattica, a cui fa eco anche il rettore: “Stiamo lavorando per limitare i danni al minimo – conclude – ma in tutta Italia sono stati cancellati ben 800 corsi di laurea e purtroppo anche noi siamo stati colpiti gravemente da questa politica”.

AZIONE UNIVERSITARIA: ”E’ UNA PORCATA, PRONTI ALLA PROTESTA”

L’AQUILA – “Se la notizia appresa dai media si dimostrasse vera ci troveremo di fronte ad una vera e propria porcata”.

Nel commentare il rischio di una possibile chiusura del corso di laurea di Scienze dell’investigazione, svelato ieri in anteprima da AbruzzoWeb, non vanno troppo per il sottile gli esponenti di Azione universitaria L’Aquila Alfredo Perrone (presidente), Luca Rocci (vicepresidente) e Fabrizia Richini (responsabile del sindacato studentesco per Scienze dell’investigazione).

I tre in una nota ricordano che il corso “è da quasi 10 anni punto di riferimento nezionale per migliaia di studenti provenienti da tutta Italia. Il costante numero di richieste di immatricolazione – aggiungono – dimostra che si dovrebbe potenziare o addirittura creare una facoltà della sicurezza, tema che assume sempre maggiore rilevanza”.

“Ci risultano inspiegabili – proseguono – le scelte del rettore e della preside di Scienze della formazione”.

“Se la notizia non sarà smentita ufficialmente – concludono – saremo pronti a gesti eclatanti mirati a non far dimenticare che tali scellerate scelte non possono essere fatte sulla testa di noi studenti”.

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