LANCIANO – “La Fim-Cisl non ha firmato la proposta della Sevel sui sette sabati lavorativi perché essi sono già frutto di un accordo unitario firmato anni fa e pertanto non poteva essere richiesta nessuna clausola di salvaguardia posteriormente alla firma dell’accordo in vigore”.
È quanto sostiene Domenico Bologna, segretario provinciale di Chieti della Fim, in merito allo stop del tavolo con la Sevel sui sabati straordinari, con previsione di 150 nuovi assunti più altri 150 in arrivo dall’ex Bertone di Torino, che aveva aggiunto la clausola del licenziamento in caso di assenteismo.
Bologna poi aggiunge “per questo motivo non abbiamo firmato e per lo stesso motivo decliniamo l’invito della Fiom a fare una riunione di rsu e un’assemblea dei lavoratori per parlare di un accordo ormai consolidato”.
“Crediamo – sottolinea – che nelle prossime settimane, anche con l’apporto delle segreterie nazionali, dovremo portare al tavolo la Sevel per far una nuova trattativa che porti a rivedere i salari e anche i livelli occupazionali, cercando di recuperare l’intera generazione rimasta fuori, oltre mille precari, dopo la crisi”.
Per Bologna, “il fatto che in Sevel si torni a parlare dopo due anni di riassunzioni è sicuramente un segnale in controtendenza rispetto al resto d’Italia e del territorio, dove la disoccupazione è in aumento e dove la media è nettamente superiore a quella nazionale”.
“Pertanto – conclude – questo riequilibrio tra trasferisti e nuove assunzioni, pur essendo insufficienti per dare una risposta ai tanti ex lavoratori della Sevel, è un primo passo che va giudicato positivamente”.





