iente “giungla” di leggi ma più chiarezza per la ricostruzione post calamità naturali. Non un dedalo normativo che rischia di portare alla paralisi, ma una cornice d’azione chiara. Queste le intenzioni del Governo che oggi 22 giugno doveva portare in Consiglio dei ministri il disegno di legge quadro in materia di ricostruzione post calamità.
Il commissario straordinario del Governo alla ricostruzione è nominato successivamente allo “stato di ricostruzione nazionale”, previsto dal testo e che deve essere deliberato dal Consiglio dei ministri;
Il commissario deve essere “individuato tra soggetti dotati di professionalità specifica e competenza manageriale”;
La nomina del commissario avviene “d’intesa con le Regioni e le Province autonome interessate”;
Il commissario straordinario per la ricostruzione post calamità avrà la facoltà anche di agire in deroga al codice degli appalti. Le ordinanze commissariali potranno andare in deroga alle disposizioni di legge, “fatto salvo il rispetto delle disposizioni penali, dei principi generali dell’ordinamento, delle disposizioni del codice delle leggi antimafia” del “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, nonché dei vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.
Può essere nominata con Dpcm, una cabina di coordinamento che affianchi il commissario. La cabina di coordinamento è presieduta dal commissario straordinario del governo alla ricostruzione e composta dal capo del Dipartimento Casa Italia della presidenza del Consiglio, dal capo del Dipartimento della Protezione civile, dai presidenti delle Regioni e delle Province autonome interessate, dal sindaco metropolitano ove presente, da un rappresentante delle Province interessate designato dall’Upi (Unione delle Province) da un rappresentante dei Comuni interessati designato dall’Anci (Associazione nazionale dei Comuni).






