L’AQUILA – “Non una vera e propria mostra, ma un’azione politica”. Per questo nasce L’Aquila [sur]reale – precarietà e spopolamento dietro i riflettori, la mostra fotografica organizzata dal comitato cittadino del 3.32, che si terrà all’Aquila dal 4 al 6 aprile nel cuore del centro storico.

Dalla Villa comunale a piazza Regina Margherita, trentotto foto della città desolata, distrutta, depressa, saranno esposte in grande formato su tutte le vetrine, pannelli, qualunque tipo di supporto utile, per gridare ai visitatori lo spopolamento che, come spiega anche il sottotitolo, genera precarietà e isolamento.

Tra i fotografi compaiono nomi noti, aquilani e non: Dario Orlandi, Marco D’Antonio, Danilo Balducci, Luca Bucci, Rino Bianchi, Daniela Bacchetta, Francesco Giacchini, ma anche nomi sconosciuti, di chi non è abituato a vedere la città solo dietro un obiettivo: Luca Benedetti, Simonetta Caruso, Sara Ciambotti, Giovanni Max Mangione, Daniele Masciovecchio, Claudia Pajewski, Andrea Mancini.

“I riflettori si accendono su l’aquila il 6 aprile – spiega ad AbruzzoWeb Mattia Fonzi, del 3.32 – la settimana prossima il centro si riempirà di turisti e giornalisti, e vogliamo dimostrare che nonostante la ricostruzione possa essere partita per l’asse centrale, intorno c’è un buco mediatico che nessuno conosce: desolazione del progetto C.a.s.e., mancanza di lavoro, disgregazione del tessuto sociale, precarietà della vita”.

Ma il concetto politico non è solo questo, esiste una paura più profonda e radicata, la paura che vengano i giornalisti e mostrino che tutto sta ripartendo.

“E noi vogliamo dimostrare che non è così – continua Fonzi – invadendo il corso di foto che gridano la verità”.

“È molto interessante – spiega Luca Bucci, fotografo e curatore della mostra – il punto di vista dei fotografi non aquilani, che vedono L’Aquila diversamente da noi. La nostra città e le contraddizioni che questa contiene non ci permettono di essere obbiettivi. I nostri colleghi di fuori, invece, si sono espressi con un punto di vista molto più tragico, mentre gli aquilani continuano ad avere più speranza”.

I soggetti principali saranno anziani e bambini che vivono il territorio devastato nei centri commerciali nonostante ci sia una realtà stupenda alla quale non si mette mano e che genera disagio rispetto alle costruzioni nuove e la malinconia della mancanza dello storico.

Le stampe, dopo il 6 aprile, non saranno rimosse, “mi piacerebbe che qualcuno le prendesse perché gli piacciono, e se le portasse a casa”, conclude Bucci.