L’AQUILA – Assalito dalle richieste il botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo per il prossimo spettacolo ‘Cyrano sulla luna’, il recital coprodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo e Khora.teatro, con protagonista assoluto Alessandro Preziosi, che sarà in scena, nell’ambito della Stagione Teatrale Aquilana, il 3 e 4 aprile presso il Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila.

Così per accogliere altri spettatori,  il Tsa organizza una ulteriore replica mercoledì 2 aprile alle ore 21. 

Per informazioni e prenotazioni Botteghino del Teatro Stabile d’Abruzzo via telefono: 0862 62946 – 348 5247096.

‘Cyrano sulla luna’, ovvero ‘L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna’ fu probabilmente il capolavoro di Hercule Savinien ‘Cyrano De Bergerac: un’opera in bilico tra realismo e poesia, nella più caratteristica prosa barocca. 

Il racconto fantastico di un viaggio nei paesi della luna e del sole diventa il pretesto per l’esposizione di originali teorie filosofiche, scientifiche e religiose sul movimento della terra, l’eternità e l’infinità dei mondi, la costituzione atomica dei corpi e i principi fisici dell’aerostato.

Dimenticate Cyrano, il suo naso, la spada, l’amore per Rossana: vedrete un’opera scritta ‘da’ Cyrano, non un’opera ‘su’ Cyrano. 

Spesso si dimentica che monsieur De Bergerac, al di là della celebrazione che ne fece Rostand, fu un letterato finissimo e anticipatore, non a caso considerato uno dei precursori del romanzo fantascientifico.

Con scelta spiazzante, Preziosi porta in scena uno dei suoi testi più famosi che narra di un favoloso viaggio sulla Luna, a cui Cyrano giunge grazie a un razzo lanciato dal Canada, dove è arrivato a seguito di una evaporizzazione di alcune ampolle di rugiada. Viene in mente il viaggio lunare dell’Ariosto alla ricerca del senno perduto di Orlando, e non a caso il periodo di entrambi è quello barocco. 

Spunto per riflessioni filosofiche, scientifiche e religiose, lo spettacolo racconta le avventure fantastiche di un personaggio alle prese con gli abitanti di uno degli spazi che affascinano e nutrono l’immaginazione dell’uomo fin dalle sue origini.

Assurdo, dissacrante, surreale e fortemente bizzarro, il recital è ricco di metafore e non cela critiche pungenti alla società in cui viviamo: il graffio, insomma, è quello puro di Cyrano.