L’AQUILA – Una sala gremita quella dell’auditorium Sericchi per Antonio Caprarica, scrittore e giornalista della Rai, ospite d’eccezione del convegno “Unità d’Italia dal 1861 al 2011: il divenire della società italiana e L’Aquila pre e post sisma” organizzato dalla “Confraternita dei Devoti di Sant’Agnese” in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Un appuntamento che consolida il legame fra la città e uno dei più noti giornalisti italiani, che già nel capoluogo d’Abruzzo ha presentato gli altri libri e ha preso parte a iniziative organizzate dalla confraternita preseduta da Tommaso Ceddia.
Un incontro per parlare dei mutamenti della società italiana dal 1861 a oggi per arrivare alla situazione che vive il capoluogo abruzzese soprattutto dopo il terremoto del 2009.
Proprio per toccare con mano la situazione, Caprarica, molto affezionato alla città tanto da mettere a disposizione, dopo il sisma, la sua abitazione a chi ne aveva bisogno, questo pomeriggio ha voluto fare un giro nel centro storico.
“È stato un grande dolore – ha raccontato – per chi come me è un amico di questa città. Il desiderio e la speranza è di vederla rivivere. E farla rivivere deve considerarsi una priorità di questo paese. Spero che quando arriveremo alla celebrazione del bicentenario, che difficilmente io vedrò, i miei figli e nipoti possano tornare all’Aquila e goderla come ho fatto io fino a poco tempo fa”.
Il tema del convegno sull’Unità d’Italia è lo stesso affrontato anche nell’ultimo libro di Caprarica, edito dalla Sperling & Kupfer, dal titolo “C’era una volta in Italia, in viaggio fra patrioti, briganti e principesse nei giorni dell’Unità”, che racconta la nascita del Bel paese da un punto di vista particolare, quello della “’common people’, la gente comune che assisteva a questo sconvolgimento epocale a volte senza capirlo e a volte senza volerlo, e che si è trovata presa in un vortice che ha cambiato il suo destino. Mi interessava raccontare la nascita del paese lasciando sullo sfondo le figure che ci fanno studiare a scuola”.
Sempre riguardo l’Italia, Caprarica lo ha definito “un paese giovane, e questa relativa giovinezza si sente nell’assenza molte volte nella nostra vita pubblica di quel sentimento di comunità e collettività che rende grande un paese. Dovremmo avere più memoria e solidarietà civile. E questo vale soprattutto per la situazione dell’Aquila. Penso che sia colpevole quel paese che dimentica la tragedia che L’Aquila ha vissuto e sta vivendo”.
A coordinare il convegno, a cui erano presenti anche Tommaso Ceddia, il sindaco Massimo Cialente e Domenico Letterio (che ha fatto le veci del sociologo e direttore dell’Aaster, Aldo Bonomi, impossibilitato a partecipare) il giornalista e uno dei componenti della confraternita dei “Devoti” Angelo De Nicola, che a proposito del legame tra Caprarica e la festa di Sant’Agnese ha ricordato una celebre affermazione del giornalista Rai. “Se all’Aquila Sant’Agnese è il 21 gennaio, a Londra lo è tutto l’anno”.(e.m.)



