PESCARA – “Abbiamo chiesto a ogni settore della Regione Abruzzo di accertarsi se ci siano residui per trovare le risorse necessarie a una variazione di bilancio”.

Così l’assessore regionale al Bilancio Carlo Masci spiega ad AbruzzoWeb il tentativo che l’amministrazione vuol fare per trovare altrove le somme per enti e associazioni che erano state destinate da una legge regionale per 7 milioni di euro ma che ora sono congelate, e quindi inutilizzabili, a causa del mancato disimpegno.

Una vicenda che incombe a pochi mesi dalle elezioni del 25 maggio e che ha provocato polemiche a non finire, con la maggioranza di centrodestra, lasciata scoperta anche dalla mancata impugnazione della legge da parte del governo Renzi, che accusa il dirigente regionale del settore Personale, l’aquilano Alfredo Moroni, in procinto di candidarsi come consigliere regionale con il centrosinistra, di aver fatto “melina” ad arte, un’accusa rifiutata con indignazione.

“Sul dirigente in questione non do una valutazione politica come hanno fatto altri, mi attengo ai fatti e poi ognuno darà l’interpretazione”, afferma Masci, vagamente sarcastico.

“Quei fondi non sono stati disimpegnati e non possono essere usati – conferma l’assessore – ma andranno a migliorare il disavanzo della Regione. Non sono stati sbloccati, doveva occuparsene il settore Personale, non il settore Bilancio”.

L’unico modo per uscirne a questo punto è una nuova variazione, da approvare in fretta e furia anche se il Consiglio è in regime di prorogatio, ossia può occuparsi solo di ordinaria amministrazione, “ma possiamo farlo tranquillamente – assicura Masci – Non è un problema di forma, ma di sostanza: se ci sono le risorse, la variazione si approva in un attimo”.

Masci rivendica il cambio di passo “di una regione che 5 anni fa spendeva 500 milioni in più di quelli che aveva ogni anno e ora è una regione assolutamente virtuosa, in un momento storico in cui le attenzione sui conti sono importanti e Roma e Napoli sono fallite”.

Se tuttavia non verrà trovata la nuova copertura, e qui il tono dell’assessore si fa un po’ minaccioso, “dovremo togliere le risorse da un capitolo e spostarle in un altro, al netto delle spese obbligatorie che devono essere sostenute, e se ne occuperà il Consiglio regionale”.

Non sarà facile, sia per l’esiguità degli spazi di manovra, sia per i tempi ristretti. E infatti neanche Masci si sente di rassicurare che l’operazione vada in porto.

“Non ho titolo per rassicurare nessuno – conclude – le variazioni si approvano in Consiglio e io sono solo uno dei 45 consiglieri. Ho votato quella variazione di dicembre e voterò anche questa”. Alberto Orsini

I 7 MILIONI “CONGELATI”

La legge regionale 59 elargisce a pioggia 800 mila euro per i consorzi di ricerca Cotir, Crab e Crivea, 2,1 milioni per il Fondo sociale regionale, 1,5 milioni per il Programma di riqualificazione urbana, 810 mila euro per aiuti alla marineria di Pescara e Ortona, 300 mila euro per la cultura, teatro di prosa e attività musicali, in base alle leggi regionali 5 e 15, 400 mila euro per la Protezione civile regionale, 500 mila euro per le spese di liquidazione della società Abruzzo Engineering, 191 mila euro per il Consorzio industriale dell’Aquila, 70 mila euro per la scuola materna del comune chietino di Poggiofiorito, 55 mila euro per l’Enoteca regionale di Ortona, 150 mila euro per l’Ente Fiera di Lanciano, 77 mila euro per attività in continuità dell’ex Arssa, 170 mila euro per le spese di liquidazione dell’ente Abruzzo Lavoro.

Un totale di 7 milioni 123 mila euro che ora, però, sono dietro un vetro infrangibile: si possono vedere, ma non prendere.