PESCARA – La Fabbrica di Nichi di Pescara comunica la propria adesione alla manifestazione per lo sciopero generale indetto dalla Fiom-Cgil che si terrà venerdì 28 gennaio a Lanciano (Chieti).
“Ci saremo – si legge in una nota – perché siamo lavoratrici e lavoratori, anche precari, direttamente colpiti dal modello di relazioni industriali che Sergio Marchionne vuole imporre implicitamente a tutto il sistema Paese, un modello che vuole negare ai lavoratori italiani la propria dimensione di individui all’interno dei luoghi di lavoro, con diritti e dignità non derogabili da un contratto”.
Ma per i seguaci di Nichi Vendola “c’è altro, c’è la consapevolezza che l’Italia non può uscire dalla crisi di questi ultimi anni se non investendo nel futuro, nell’innovazione e nella trasformazione, anche ecologica, delle sue strutture produttive, un grande investimento che deve partire dal sostegno pubblico alla ricerca ed alla formazione di alto livello e che incontri percorsi di valorizzazione della qualità del lavoro, nel quale gli enti locali siano protagonisti indiscussi e che valorizzi, così come programmato nel recente piano straordinario per l’occupazione in Puglia varato dalla Giunta Vendola, le principali vittime della crisi italiana: i giovani e le donne”.
“Gli operai, così come ha affermato Vendola dopo il voto di Mirafiori – concludono quelli della Fabbrica – hanno riaperto la partita, ora tocca a tutte le forze politiche del centrosinistra, alle associazioni e ai movimenti, riannodare i fili di un Paese lacerato dalla precarietà e piegato dalla paura del futuro. Faremo la nostra parte”.






