L’AQUILA – Ecco l’influenza. Il “male di stagione” è arrivato con la consueta puntualità e all’Aquila ha già costretto tanti a mettersi a letto.
Se a livello nazionale il picco arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, nel capoluogo sono in molti a dover combattere con naso chiuso, tosse, mal di stomaco e in alcuni casi febbre molto alta.
Questi i sintomi dell’ex virus pandemico A/H1N1, che ormai non fa più paura, in circolo insieme agli australiani B, Brisbane, e il più raro A/H2N2, Perth.
“Il picco c’è ed è anche più alto rispetto agli anni scorsi – spiega il medico di famiglia Vito Albano – Questo può essere dovuto o a una maggiore forza di questo virus o al fatto che le vaccinazioni del 2009, quando ancora si era in fase di emergenza, sono state inferiori”.
Secondo l’esperto, seppure le vaccinazioni effettuate nell’autunno 2010 siano state parecchie, il mancato vaccino dell’anno precedente può aver provocato un abbassamento delle difese immunitarie e dunque un aumento della circolazione del virus.
Ma quanto dura questo virus? Secondo gli esperti, non c’è una durata precisa. “Ci sono forme influenzali in cui la febbre anche altissima sparisce in pochi giorni, mentre in altri casi i disturbi respiratori si protraggono a lungo”.
Le categorie a rischio restano sempre anziani e bambini, per i quali gli esperti ribadiscono l’importanza della vaccinazione.
“La gran parte della popolazione anziana è coperta dal vaccino – afferma Marco Pozone, primario del reparto di Geriatria all’ospedale San Salvatore dell’Aquila – di conseguenza non abbiamo notato per il momento un incremento nei ricoveri. Per ora, quindi, non ci sono motivi per preoccuparsi”.
Per non rischiare di “beccare” l’influenza, il consiglio principale è di proteggersi dal freddo, e non solo quando si esce di casa.
“È importante capire che anche in casa si può prendere freddo – spiega Pozone – In alcune abitazioni, specialmente di persone anziane, c’è la tendenza a riscaldare tanto una sola stanza, magari con il camino, lasciando le altre fredde. Lo sbalzo di temperatura nel passare da una stanza all’altra non fa certo bene”.
E se la prevenzione non è stata efficace, è importante “azzeccare” la cura. I medici consigliano antinfiammatori e antipiretici e soprattutto una dieta ricca di vitamine.
Per tutte le forme leggere mai usare l’antibiotico, che invece può essere utile solo se le cose non migliorano in 4-5 giorni, sempre però sotto prescrizione del proprio medico. (e.m.)






