L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è stato citato in giudizio assieme ad altre 7 persone dalla procura regionale della Corte dei conti per un presunto danno erariale da 594 mila euro nell’ambito della gestione dell’Accademia dell’immagine, di cui è stato presidente prima di essere eletto.
Il decreto presidenziale ha fissato l’udienza al prossimo 3 giugno, quando dovranno comparire dinanzi al giudice contabile.
Si tratta del passaggio successivo alla “intimazione” che in 11 avevano ricevuto nell’agosto 2013, con l’invito della procura a presentare deduzioni, ossia a difendersi. Le memorie e le testimonianze, tuttavia, non sono state ritenute sufficienti per 8 di loro e così il vice procuratore generale Massimo Perin ha predisposto gli atti di citazione.
Oltre al primo cittadino, a giugno dovranno comparire anche Vito Bergamotto e Giovanni Moscardelli, componenti del consiglio di amministrazione; Fabrizia Aquilio e Nello Bernardi, componenti del collegio dei revisori dei conti, Carlo Petricca e Magda Stipa, addetti del settore amministrativo dell’Accademia e Francesca Ruzza , prima direttore amministrativo e poi direttore reggente.
Stralciate, invece, le posizioni del revisore Ferdinando Stringini, che nel frattempo è deceduto, dell’addetto al settore amministrativo Andrea Tatafiore e dell’ex direttore generale Anna Maria Ximenes.
Secondo quanto si è appreso, le richieste di risarcimento sono di 94 mila euro per la Ruzza; 80 mila ciascuno per Cialente, Bergamotto, Moscardelli, Aquilio e Bernardi; 10 mila ciascuno per Petricca e Stipa.
L’accusa ravvisa artifici contabili messi in atto per ritoccare i bilanci 2007 e 2008 e ridurre, così, sensibilmente le perdite, da 400 mila a circa 250 mila, scongiurando l’ipotesi di una liquidazione che c’era già da prima del terremoto del 6 aprile 2009.
Due settimane fa Cialente è stato invece prosciolto in sede di udienza preliminare nell’ambito di un’inchiesta della magistratura penale su mancati pagamenti dell’Iva e di altri contributi fiscali che lo vedeva unico indagato per omesso versamento di ritenute alla fonte.
Il sindaco è infine estraneo alla seconda inchiesta della magistratura ordinaria, che vede 6 tra dirigenti, impiegati e contabili indagati per appropriazione indebita: il fondatore dell’ente, Gabriele Lucci, e poi Carlo Petricca, Magda Stipa, Rinaldo Aristide, Pierluigi Rossi e Francesca Ruzza.





