L’AQUILA – “Chiederò di essere ricevuto dal nuovo vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi. Gli porterò le mie 32 relazioni svolte negli ultimi 5 anni con nomi, cognomi, indirizzi, fatti e misfatti sulle principali vicende dell’amministrazione Cialente”.
Così l’ex sindaco dell’Aquila e senatore Enzo Lombardi detta l’agenda del numero 2 della Giunta cialentiana da poco nominato, che avrà il compito di garantire sull’etica dell’amministrazione. Nella scorsa consiliatura Lombardi, eletto con il Popolo della libertà, era stato presidente della V commissione consiliare, quella che si occupa di Controllo e garanzia.
Inoltre Lombardi bacchetta il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che ha lamentato esposti strumentali della politica contro di lui: “Quando era consigliere comunale presentò assieme ad altri più di 30 esposti contro di me, e non hanno mai trovato nulla”.
“Finora non è stata avviata alcuna attività di controllo – ha denunciato Lombardi in un incontro con i cronisti – La legge prevede che venga affidata a una struttura specifica ma il povero Raffaele Daniele non ha neanche una sedia per sedersi”, in riferimento al suo successore, consigliere dell’Unione di centro.
Lombardi in premessa ha comunque rivolto anche una critica a Trifuoggi: “È una persona perbene, senza dubbio, ma proprio per questo avrebbe dovuto evitare la sua declaratoria di appartenenza politica”, in riferimento alla dichiarazione con cui ha confessato di essere “ideologicamente di centrosinistra”.
“Visto che ora c’è, lo ringrazio, gli auguro buon lavoro e gli chiedo che prima di tutto che sposi la pratica, che già c’è, e si renda edotto di quello che già esiste, altrimenti gli potrebbe mancare qualche tassello”, ha aggiunto poi davanti a un ampio faldone di carte che, ha detto, “ho riletto tutta questa notte”.
Tra le questioni più importanti citate dall’ex senatore, “i 52 milioni di euro per lo smaltimento delle macerie e le procedure seguite, ottobre 2009; la questione del campus universitario, 44 milioni del Cipe trasferiti alla Carispaq come ente attuatore; la questione Eni-Università, c’è stata una variazione urbanistica a fianco a una zona già destinata a edilizia universitaria, li abbiamo messi in braghe di tela con le nostre relazioni, che fine ha fatto quella vicenda? Ancora, i moduli abitativi su ruota, i Mar, sono stati fatti i sottoservizi dal provveditorato alle Opere pubbliche, che fine hanno fatto e come è andata a finire la storia?”.
Bordate da Lombardi alla dirigenza comunale, con le pedine e il sistema messo sotto accusa dalle inchieste giudiziarie. Una dirigenza che, ha sottolineato, “nasce da nomine senza concorso che poi hanno un rapporto particolare con chi li ha nominati in questo modo, contro la legge. Per non parlare – ha rincarato – della girandola e giravolta di assunzioni di tutti i tipi e di promozioni”.
Ancora, tra gli altri temi che, per Lombardi, il vice sindaco tutore dell’eticità dovrà approfondire, “le 4 mila casette di legno di cui 1.200 regolari, il resto irregolare a tutti i livelli. Che fine hanno fatto ma soprattutto che fine faranno? La gestione degli alloggi del progetto C.a.s.e., Map e fondo immobiliare. Qui c’è anche una commissione d’indagine. E c’è anche da approfondire il contributo di autonoma sistemazione”.
Ulteriori temi, “la metropolitana di superficie (partita con il centrodestra, ndr), l’acquisto dei capannoni ex Finmek con 8 milioni di euro della ‘legge mancia’ donati dai senatori del Partito democratico: ma quei fondi – ha aggiunto – per legge non erano per l’acquisto ma per la bonifica del sito; non dimentichiamo anche il contestuale lancio della vendita del Centro turistico del Gran Sasso”.
“Infine – ha concluso il lungo elenco – la relazione decennale su tutte le attività, comprese le assunzioni, nome per nome, nelle aziende municipalizzate. Fino al terremoto, alla residenza per anziani ex Onpi decine di persone si avvicendavano o duravano, ma erano chiamate senza una pianta organica, perché non c’era. Lo stesso dicasi per l’Asm, il Ctgs, il Sed, qui 25 persone e nessuna per concorso”.
“Con 7 anni da sindaco, il piano regolatore, i concorsi, Cialente avrebbe potuto fare tutto – ha sottolineato Lombardi – Ora bisogna ricontrollare tutto, altrimenti l’eticità va a farsi fottere”.
In ultimo la stoccata al sindaco Cialente che ha lamentato denunce ai suoi danni da parte di avversari politici alla magistratura. Lombardi ha mostrato un esposto del 12 settembre 1992 ai suoi danni firmato da Massimo Cialente, Francesco Aloisio, Luciano Fabiani e Stefania Pezzopane, che allora facevano parte di Convenzione Democratica, la lista con il simbolo della genziana, che riuniva Partito comunista, Socialisti e Radicali.
“Questa e altre 32 cause sono state intentate contro di me e non è stato trovato nulla – ha concluso – Ma il Comune ha pagato miliardi di lire a nome del popolo aquilano. La memoria di queste cose inconcepibili deve ritornare, altrimenti la città non lavorerà bene perché non le ricorderà”.





