TERAMO – Angelino Alfano conferma l’appoggio del Nuovo centrodestra al presidente uscente della Giunta abruzzese, Gianni Chiodi, e sulla bufera giudiziaria relativa alla “rimborsopoli” scoppiata in settimana chiarisce che “la magistratura deve fare il suo lavoro, ma Chiodi è una persona perbene e non cambio il giudizio su di lui, ha governato bene e potrà fare ancora meglio. Per me merita la riconferma”.

L’arrivo di Alfano a Teramo alla convention elettorale del Nuovo centrodestra aveva come scopo primario quello di ‘blindare’ la saldatura tra gli ex esponenti del Pdl attorno alla candidatura di Chiodi, che è di Forza Italia, alle prossime Regionali, pochi giorni dopo la notizia dell’inchiesta.

Il presidente uscente ha raccolto in platea i consensi di tutti e il deputato del Ncd Paolo Tancredi ha spiegato con vigore che “non potrà essere un’inchiesta su cinque scontrini senza giustificazioni a interrompere il nostro percorso politico con Gianni Chiodi” che, ha sostenuto il deputato teramano “è nostro candidato e saremo con lui fino alla fine”.

Anche Gaetano Quagliariello, ministro in quota Ncd, si è augurato che “la magistratura lavori serena e faccia chiarezza quanto prima, ma che sia chiaro che la campagna elettorale non sarà centrata sulle inchieste giudiziarie ma sui programma politici. Le inchieste non entreranno nella politica e si dovrà parlare solo di politica”.

Riferendosi alle prossime elezioni, Quagliariello ha spiegato che “Ncd avrà liste forti. Noi difendiamo Chiodi e perché ha fatto bene, specie se comparato al lavoro delle giunte precedenti. Lo appoggiamo, chiedendo nello stesso tempo stesso rispetto per i nostri candidati”, ha concluso il ministro.

Dal palco dell’auditorium teramano Quagliariello si è scagliato apertamente contro la nomina dell’ex procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi nella nuova Giunta del sindaco aquilano, Massimo Cialente.

Riferendosi alle inchieste nel capoluogo terremotato, Quagliariello ha detto che “la politica deve riprendersi i propri spazi, ma la nomina di Trifuoggi in Giunta, anche se lui è un’eccellente persona, non è una bella pagina, specie se voluta da un sindaco che si è dimesso dieci volte”.

“Come può essere che un magistrato entri in politica, per di più nominato in un luogo dove ha operato e inciso? – è andato avanti Quagliariello – È un principio, se la politica sceglie i magistrati alla fine faremo il governo dei magistrati, cancellando la sovranità popolare”.

Poi riferendosi all’inchiesta sui rimborsi spese in Regione, con l’iscrizione sul registro degli indagati del presidente Chiodi, Quagliariello da un lato ha ammesso che “i magistrati vivono e lavorano in un mondo difficile, ma pur augurandomi che in questo caso la magistratura di Pescara vada fino in fondo serenamente, rivendico lo spazio per la politica”, ha concluso.