L’AQUILA – Fa ancora discutere l’affermazione “sterminiamoli”, riferita al centrodestra, pronunciata dalla senatrice del Partito democratico, Stefania Pezzopane, in occasione dell’adunata del centrosinistra locale e regionale di sabato scorso, nel sit-in ala Parco del Castello dell’Aquila organizzato in difesa del dimissionario sindaco Massimo Cialente.

Un’espressione considerata molto violenta che secondo l’interessata è stata fraintesa: “Volevo dire asfaltiamoli”, la precisazione della Pezzopane, comunque non andata a buon fine. 

Tra i molti scandalizzati, il senatori Antonio Razzi, di Forza Italia, e la senatrice del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo Enza Blundo.

“La Pezzopane vuole sterminare quel centrodestra che ha salvato la Regione Abruzzo dal fallimento e dal disastro ereditato dalle amministrazioni di sinistra”, le parole di Razzi.

“Il presidente Gianni Chiodi ha messo i conti a posto – ha detto ancora il senatore di Forza Italia – altrimenti sarebbe saltato tutto a partire dalla Sanità. Non posso credere e mai crederò che queste dichiarazioni siano uscite dalla bocca della senatrice Pezzopane. Spero siano solo esagerazioni giornalistiche, ma se tutto ciò fosse vero, ripeto solo se fosse veramente confermato dalla stessa senatrice, allora sarebbe una gravissima affermazione di stampo stalinista, di una violenza con qualche precedente del quale dobbiamo sempre ricordarci”.

“Ma non è possibile che la senatrice Pezzopane sia razzista e violenta sino a questo punto”, ha aggiunto Razzi.

“Personalmente non ci credo. Credo invece alle parole come sempre poco eleganti del signor Antonio Di Pietro che si è scusato con gli abruzzesi, sul quotidiano locale il Centro di Pescara, per aver candidato il sottoscritto nelle liste dell’Italia dei valori. A queste affermazioni, conoscendo bene il soggetto, credo, senza se e senza ma”.

Però, la considerazione che viene da fare è semplice – ha precisato – non si chiede al signor Di Pietro se non sia il caso di chiedere scusa a tutti gli italiani, sia quelli residenti in Italia che quelli residenti all’estero, per essere stato estromesso dal Parlamento in blocco con tutto il suo partito al seguito per essersi dimostrato sgradito al suo stesso elettorato? Non crede, il signor Di Pietro, che dopo le defezioni dei suoi iscritti parlamentari e non a partire dai due capigruppo di Camera e Senato che egli stesso ha nominato, dovrebbe avere almeno il buon gusto di ritirarsi a vita privata piuttosto che occupare il suo tempo a racimolare elettori?”.

“Il tempo è galantuomo e alla prova dei fatti il sottoscritto è senatore dopo essere stato per ben due volte deputato eletto con le preferenze, mentre oggi il signor Antonio Di Pietro cerca voti ovunque perché non vede l’ora di ritornare in Parlamento”, ha concluso Razzi.

Per la senatrice grillina Enza Blundo, “le minacciose affermazioni della senatrice Pezzopane nei riguardi dei suoi oppositori politici sono del tutto fuori luogo e inaccettabili, nonché inquietanti, in quanto pronunciate da una senatrice della Repubblica.

Maggiormente preoccupa, alla luce del recente ricordo della shoah, la terminologia usata ‘sterminiamoli’ in quanto ripetuta più volte e con veemenza! In un momento particolarmente delicato per il futuro della città, l’interesse primario dovrebbe essere il bene, la coesione dei cittadini, la ricostruzione delle case, degli animi, del tessuto socio economico e non la creazione di falde politiche! Alla luce dei gravi fatti accaduti, che hanno gettato discredito sull’intera città, tutti i protagonisti degli stessi ne dovranno rispondere, a titolo di responsabilità penale, nelle sedi opportune, ma anche e soprattutto a titolo di responsabilità politica, davanti all’intera città, immeritatamente penalizzata!”.

“A tal proposito – ha dichiarato la Blundo – le dimissioni del sindaco sono state, a mio parere, un atto di dignitosa consapevolezza, la cui revoca minerebbe ulteriormente la sua credibilità. Di certo, non ha rilevanza, nella vicenda giudiziaria che ha travolto l’amministrazione comunale, la manifestazione di sostegno, peraltro, partecipata da esponenti di partito e cittadini, arrivati in massa da altre città e non solo abruzzesi. Va aggiunto che un commissariamento non precluderebbe i lavori ordinari e straordinari, ma consentirebbe l’avvio verso un rinnovamento, ai fini di una sana ricostruzione, che, di certo, verrà attuata attraverso un progetto complessivo e condiviso con le espressioni sane della nostra città. Solo attraverso la partecipazione di tutti i cittadini onesti e volenterosi, che in questi giorni hanno manifestato il proprio dissenso verso la politica del malaffare, è possibile creare una nuova coesione inclusiva riconoscendo a ciascuno pari diritti e uguali dignità, per avere quelle risposte da chi ha il dovere di tutelare l’interesse pubblico. Immota salus publica manet”.

Al vetriolo anche la reazione di Alfonso Magliocco, ex coordinatore provinciale di L’Aquila e Sulmona del Popolo della libertà.

“Dobbiamo prendere atto che la Pezzopane non è in grado di distinguere un cantiere stradale da un campo di concentramento o da un gulag! Gliela spieghiamo noi la differenza: nel primo si asfalta, mentre nei secondi si stermina! La senatrice, che lo ribadiamo non è nuova a dimostrazioni di odio nei confronti degli avversari politici, invece di scusarsi con tutti quei cittadini che non si riconoscono nella sua parte politica e che sono stati pesantemente offesi dalle sue esternazioni, accampa scuse e anzi accusa di essere stata fraintesa. Una delle caratteristiche che dovrebbe contraddistinguere chi fa politica e soprattutto ha ruoli di responsabilità è l’umiltà di riconoscere i propri errori, caratteristica di cui evidentemente la Pezzopane non sembra essere dotata tanto che sul web  sono visionabili i filmati che dimostrano che quanto riportato dalla stampa non solo è vero ma è stato ripetuto più volte nel corso del suo intervento.

“Due gaffe in poche ore sono troppe anche per chi è sempre pronta a ‘sproloquiare’ su tutto e  tutti e che, a parti invertite, avrebbero sicuramente prodotto una sua immediata richiesta di dimissioni, anche la coerenza non sembra essere una caratteristica della Pezzopane”, il giudizio di Magliocco.

Invitiamo per il futuro la senatrice a pesare bene le parole da usare – si sa le parole possono essere macigni – ma soprattutto ad evitare di sottendere manipolazioni mediatiche in suo danno…. ma se di manipolazioni vuole occuparsi può iniziare a ‘manipolare’ un vocabolario dei sinonimi e contrari per capire la differenza tra ‘sterminare’ e ‘asfaltare'”.