L’AQUILA – Nel bilancio di previsione 2011, approvato nella notte tra il 29 e 30 dicembre 2010, in materia di politiche sociali, la consigliera Marinella Sclocco ne ha sottolineato le carenze programmatiche ed economiche.
Il grido d’allarme della Sclocco nel suo intervento era per “sottolineare – spiega in una nota – la scarsità dei fondi destinati alle politiche sociali, un grido dall’allarme contro una maggioranza che disattende le aspettative di una regione che registra alti tassi di disagio, disabilità, sofferenza, e carenze di natura socio sanitaria”.
Nella conferenza stampa all’indomani dell’approvazione del bilancio 2011, a margine di un incontro nella sala polivalente della sede del consiglio regionale di Pescara, la consigliera Sclocco ha dichiarato: “Ho alzato il mio grido d’allarme per la scarsità di fondi a disposizione e per il moto di ‘involuzione di interesse’ nei confronti dell’uomo – persona manifestata dal Governo centrale e automaticamente recepito dai loro regionali. Si registra un’assoluta assenza di riforme della maggiornaza attuale: la Legge sulla famiglia, l’Istituzione del Garante per l’infanzia, la Legge Quadro per le Politiche Sociali, la Legge sulla vita. In Abruzzo essere riformisti può significare anche solo semplicemente applicare quelle già esistenti attraverso l’attuazione per esempio della Legge sull’autorizzazione e l’accreditamento dei servizi sociali, o quella sulla qualità dei servizi – prosegue – occorre migliorare l’osservatorio sociale regionale al fine che esso possa fornire dati aggiornati sui bisogni effettivi del nostro territorio, dati utili anzi indispensabili come base reale per stilare un Piano sociale efficiente. Basti persare che in quello appena stilato non legge mai la parola terremoto. Come si può non tenerne conto?”.
“In conclusione – prosegue – sono anche molto preoccupata dai dati della finanziaria che vedono quasi tutte le voci ridotte allo zero e non può bastarmi come risposta quella che l’assessore Gatti ha fornito all’intera assise, ovvero che ha previsto finanziamenti europei per coprire le deficienze economiche perviste nel bilancio 2011.
“Non può bastarmi – afferma nella nota – non può bastarci perché non è attraverso quei fondi che si possono garantire servizi efficienti e puntuali nel rispetto della dignità della persona e degli operatori del settore”.
Concludendo: “le cifre messe a disposizione sia dal governo centrale sia dalla maggiornaza in regione, non sono rassicuranti al contrario preludono alla crescita dei disagi, alla non assistenza, alla disattenzione dei bisogni e della qualità della vita di categorie svantaggiate, basti pensare che rispetto all’anno precedente vi sarà in trasferimento statale in diminuzione del 63 per cento. Ho presentato, vista la situazione, un emendamneto al bilancio dove rintracciavo un milione di euro da destinare al fondo sociale regionale, inutile sottolineare che l’emendamento non è passato”.






